Due settimane finché sarà la Notte!
La Notte della Taranta, folklore di Puglia
Salento
.: quando:
dall'8 al 25 agosto 2007
La “pizzica” è la musica che scandiva l’antico rituale di cura dal morso immaginario della tarantola, il pericoloso ragno velenoso. La tradizione vuole che per liberare la vittima, di solito una donna, si suonassero incessantemente i tamburelli a ritmo vorticoso finché non veniva sciolta dall’incantesimo.
Al suono dei tamburelli si accompagnava un ballo ossessivo e ripetitivo, che contribuiva ad esaurire il veleno.
Dall’8 al 25 agosto torna la contagiosa Notte della Taranta, il più grande festival musicale dedicato al recupero e alla valorizzazione della pizzica salentina attraverso l’incontro con altre tradizioni e diversi generi musicali, promosso e organizzato da Regione Puglia, Provincia di Lecce, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina.
Nelle due settimane precedenti la Notte, quindici comuni del Salento ospiteranno altrettanti concerti del festival con la sola pausa come ogni anno la sera del 15.
Gran finale la Notte del 25 agosto nel piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani a Melpignano, con “L’Orchestra La Notte della Taranta“, nata tre anni fa in seno al festival e diventata ormai patrimonio artistico e musicale di tutto il Salento, che di questo testimonia ed esporta da tempo la voce e la tradizione.
Molti gli ospiti che parteciperanno alla Notte finale: Giuliano Sangiorgi, voce e anima del gruppo tutto salentino dei Negramaro, Massimo Ranieri, storico interprete della musica di tradizione napoletana e più in generale italiana, la multietnica Orchestra di Piazza Vittorio.
La Notte della Taranta si apre sempre più al Mediterraneo facendo incontrare ritmi e suoni del panorama tradizionale salentino con quelli della musica popolare di questo bacino di civiltà, di lingue e di popoli, ospitando alcune cantanti di fama internazionale.






















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C’è una musica in quel treno
che si muove e va lontano
musica di terza classe
in partenza per Milano
c’è una musica che batte
come batte forte il cuore
di chi parte contadino
ed arriverà terrone.
C’è una musica in quel sole
che negli occhi ancora brucia
nell’orgoglio dei braccianti
figli della Magna Grecia
in quel sogno di emigranti
grande come è grande il mare
che si porta i bastimenti
per le Americhe lontane
(E chi parte oggi pe’ turnare crai(1)
e chi è partuto ajere pe’ un turnaremai).
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.
Grande sud che sarà
quella musica del ghetto
di chi va per il mondo
e si porta il suo dialetto.
(None none none none
Lieva la capa da lu sole
Ca t’abbruciarrai lu viso
Perdarrai lu tuo colore
None none none none
Piglia lu libro e va alla scola
Quando te ‘mpari a legge e a scrive
Tanto te ‘mpari a fa l’amore)(2)
C’è una musica nei sogni
di chi dorme alle stazioni
negli antichi sentimenti
delle nuove emigrazioni
c’è una musica nel viaggio
dalla terra di nessuno
di chi porta nel futuro
i tamburi del villaggio.
(Zehey maro nandeha
Nandeha ny lefa jialy
Nmatsiaro anareo
Matsiaro antanana).(3)
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.
Grande sud che sarà
quella musica del ghetto
di chi va per il mondo
col suo ritmo maledetto
E sarà quel racconto
E sarà quella canzone
Che ha a che fare coi briganti
E coi santi in processione
Che ha a che fare coi perdenti
Della civiltà globale
Vincitori della gara
A chi è più meridionale.
(E chi parte oggi pe’ turnare crai(1)
e chi è partuto ajere pe’ un turnaremai).
(Zehey maro nandeha
Nandeha ny lefa jialy
Nmatsiaro anareo
Matsiaro antanana).(3)
(Muessi warire ure,
muesi warire ja,
muesi wala niripachungo) (4)
(wash ddani ghir lsani ma bqit nawed tani
wash ddani ghir Imor ma bquit nawed sar). (5)
Grande sud che sarà
quella anonima canzone
di chi va per il mondo
e si porta il sud nel cuore.
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anonimo