Un fiammingo alla corte di re Carlo
Van Dyck and Britain
Tate Britain, Londra
.: quando:
dal 18 febbraio al 17 maggio 2009
Sir Anthony Van Dyck (1599-1641) fu il più grande pittore attivo in Inghilterra nel XVII secolo. Nacque e si formò nelle Fiandre, ma ebbe un immenso impatto sulla vita culturale britannica: fu il principale pittore alla raffinata corte di re Carlo I.
L’importanza di Van Dyck è paragonabile a quella che ebbe prima di lui Hans Holbein alla corte di Enrico VIII.
Van Dyck si recò a Londra già nel 1620, per poi tornare alla corte di Re carlo I nel 1632. Questa prima visita fu breve, ma i cambiamenti profondi che egli avrebbe portato alla pittura inglese si sarebbero manifestati molto presto.
Quando Van Dyck tornò in Inghilterra, nel 1632, fu dietro invito del figlio di Giacomo, Carlo I. Da quel momento egli fu pittore di corte fino alla morte, avvenuta prematuramente all’età di 42 anni.
Sebbene avesse trascorso meno di otto anni in Inghilterra, egli rivoluzionò la pittura inglese, lasciando un’eredità stilistica destinata a dominare il ritratto per 250 anni.
La mostra “Van Dyck and Britain”, aperta alla Tate Britain fino al 17 maggio 2009, rende omaggio a un artista molto ambizioso e produttivo, che ebbe il merito di reinventare ritrattistica in Inghilterra.
I suoi ritratti di re Carlo sono rimasti leggendari, al punto da modellare e influenzare la nostra visione della monarchia Stuart, mentre il suo modo di dipingere ha influito sulle successive generazioni di pittori inglesi.
Questa magnifica mostra riunisce alcuni dei più bei dipinti che Van Dyck ha realizzato durante gli anni inglesi e consente ai visitatori di analizzare l’importanza delle sue innovazioni, attraverso le opere di artisti come Sir Joshua Reynolds e John Singer Sargent.






















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