La Porta dell’Inferno è tra le Alpi Svizzere
Si pensi al concetto michelangiolesco di opera d’arte imprigionata nel marmo ancora prima che l’artista la metta in luce e quindi la possibilità di non estrarla completamente, tanto è già lì!
Ne è un esempio la “Pietà Rondanini”, conservata al castello Sforzesco di Milano, sbozzata e non finita.
Zurigo dal 9 febbraio al 13 maggio ospita una personale dedicata allo scultore francese Auguste Rodin, uno dei primi artisti che identificò il “non finito” come un principio artistico.
Le fonti ispirative di Rodin furono italiane, da Dante fino all’amato Michelangelo.
L’esposizione inizia con le prime opere di Rodin e prosegue fino a giungere agli innovativi allestimenti e alle progettazioni di monumenti per gli spazi pubblici.
Alla Kunsthaus c’è anche “La porta dell’inferno”, una scultura alta quasi 7 metri, ispirata dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, alla quale Rodin lavorò fino alla fine della sua vita.
L’importante esposizione elvetica è curata in collaborazione con il Musée Rodin di Parigi.






















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Domani ciò l ‘esame e Rodin sarà proprio uno dei possibili argometi tarattati!!