Ravenna: da Beato Angelico a Burne-Jones
I Preraffaelliti e il sogno italiano
MAR, Ravenna
.: quando:
dal 28 febbraio al 6 giugno 2010
Colori brillanti, atmosfere rarefatte, echi arturiani e suggestioni medievali. Sono solo alcuni dei tratti che caratterizzano le opere dei Preraffaelliti, una delle correnti artistiche più intriganti del XIX secolo, che se da un lato fu il corrispettivo pittorico del decadentismo, dall’altro fu un insieme di tendenze, gusti e tematiche spesso divergenti.
La Confraternita dei Preraffaelliti nacque nel 1848 come risposta all’accademismo ufficiale e con il fine di recuperare un’arte spontanea, ispirata alla natura e ai pittori del passato, prima di Raffaello, attingendo anche all’affascinante misticismo religioso.
Il suicidio di Ofelia e il sonno di Circe; Arcangeli di malinconica bellezza e mostri mitologici; vergini vulnerabili e sensuali seduttrici… e poi ancora streghe, sirene, fate, angeli, Merlino, Artù, sullo sfondo di grotte buie, prati luminosi, castelli diroccati e boschi incantati.
In alcuni casi l’apparenza angelica cela guizzi di crudeltà, lo stagno idilliaco nasconde velenosi serpenti e i fiori sgargianti altro non sono che simboli di morte. Questa era la dimensione più ambigua e simbolista. Ma ne esisteva anche un’altra, legata alla preminenza artistica dell’Italia.
La mostra “I Preraffaelliti e il sogno italiano. Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones”, privilegia questo filone.
La rassegna, aperta fino al 6 giugno 2010, è allestita presso il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna – e si focalizza sulle opere più spiccatamente legate alla letteratura, all’arte, e alla rappresentazione della natura in Italia.
Ecco perché in mostra si potranno ammirare dipinti di Beato Angelico e del Perugino, oltre a opere di artisti come Burne-Jones, Dante Gabriel Rossetti, William Hunt, John Ruskin e molti altri.
In particolare, Dante Gabriel Rossetti si ispirò alla Divina Commedia dantesca, dando vita a stupendi acquerelli e dipinti. E non è certo un caso se John Ruskin, ammiratore e ispiratore del gruppo, esortò molti artisti a visitare l’Italia per immortalarne la cultura e il paesaggio.






















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