Art Nouveau: ieri, oggi, domani
Art Nouveau Revival
Museo d'Orsay, Parigi
.: quando:
dal 20 ottobre 2009 al 4 febbraio 2010
L’Art Nouveau impazza: nell’arte, nel design, nella pubblicità e nella grafica. Trascurato per decenni, vede la propria rinascita agli anni Sessanta, ma la sua “riabilitazione” inizia già da prima, con gli omaggi dei surrealisti negli anni trenta e con le grandi mostre di New York e Parigi.
Presso il Museo d’Orsay di Parigi è in programma la mostra “Art Nouveau Revival”, aperta fino al 4 febbraio 2010.
Nel 1933, Salvador Dalí pubblicò sulla rivista Minotaure un articolo intitolato Della bellezza terrificante e commestibile dell’architettura Modern Style, illustrato da fotografie di Man Ray e di Brassaï, che immortalavano opere di Antoni Gaudí e di Hector Guimard.
Sempre Dalí inoltre contrappose l’opera “libidinosa” di Guimard alla “‘ignominiosa visione di Le Corbusier”. Sempre negli anni trenta, il celebre designer finlandese Alvar Aalto diede vita a forme sinuose, morbide e serpentine, che si ispiravano all’Art Nouveau.
Gli influssi dell’Art Nouveau sono evidenti anche nella famosa Panton Chair, creata nel 1959 dal danese Verner Panton ed esempio altissimo della decorazione contemporanea. Sarà proprio questo tipo di design organico, che si richiama alle fluide e libere forme animali e vegetali, a opporsi a un arido funzionalismo fissato con l’ortogonalità.
Negli anni Sessanta, a San Francisco, entra in scena l’estetica psichedelica: compaiono i primi manifesti e le copertine di dischi psichedelici. Ecco i giochi di curve e le scelte estetiche esaltate dall’assunzione di LSD, e rivolte più alla percezione istintiva che non alla razionalità.
I grafici sfruttano le invenzioni dell’Art Nouveau nel campo dei segni e delle immagini, sottolineando caratteristiche come l’androginia ma anche la forte sessualità.
In seguito gli artisti plastici elaborano uno stile di vita alternativo, in relazione con lo spirito contestatario che impregna l’epoca. Da questo contesto scaturiscono le provocatorie opere di Allen Jones, come i mobili con la forma di corpo femminile.






















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