Fortuny: tale padre, tale figlio
L'altro Fortuny. L'eleganza nuova
Villa Badoer, Fratta Polesine (Rovigo)
.: quando:
dal 26 gennaio al 12 giugno 2011
Pittore, incisore, scenografo, fotografo, protagonista del bel mondo della prima metà del Novecento e di uno dei salotti intellettuali più prestigiosi, quello di Venezia. Venite a scoprire di chi stiamo parlando…
Mariano Fortuny, noto anche per essere stato l’ultimo proprietario di Palazzo Fortuny, il celebre capolavoro gotico veneziano, fu un artista eclettico e capace di straordinarie invenzioni e sperimentazioni.
A Marià Fortuny i de Madrazo, italianizzato Mariano Fortuny, è dedicata l’esposizione di Villa Badoer a Fratta Polesine, in provincia di Rovigo. La mostra, dal titolo L’altro Fortuny. L’eleganza nuova, è aperta fino al 12 giugno.
Se vi state interrogando su una eventuale patentela tra questo Fortuny e quello della grande mostra a Palazzo Roverella, la risposta è affermativa: quest’ultimo, il grande pittore dell’Ottocento, era infatti padre del Mariano omaggiato a Villa Badoer.
Tale padre, tale figlio: da una generazione all’altra, l’arte scorre nelle vene e sboccia in esiti magnifici, come è evidente in questa “appendice†della mostra dal titolo L’Ottocento elegante. Arte in Italia nel segno di Fortuny, 1860-1890.
L’altro Fortuny. L’eleganza nuova si incentra sulla elegante poliedricità di Fortuny figlio, sottolineandone l’originale versatilità . Da Palazzo Fortuny di Venezia provengono i preziosi manufatti (alcuni mai esposti) e diversi episodi del suo eccezionale ciclo pittorico di ispirazione wagneriana.
Marià Fortuny y Madrazo era un geniale sperimentatore, ammirato anche da Marcel Proust, da Isadora Duncan e da molti altri grandi personaggi dell’epoca.
Come si legge nel comunocato stampa, Mariano Fortuny “sapeva trarre, con estro dandystico, ma anche con talento da artefice antico, motivi originali per le sue stoffe, i suoi costumi teatrali e i suoi abiti alla moda”.
Ma non è tutto: “l’altro” Fortuny sfruttava la propria audace inventiva per creare incredibili vetri, mobili, lampadari, per sperimentare le diapositive colorate, per realizzare ritratti fotografici e paesaggi di carattere naturalistico e per rinnovare le scenografie teatrali della Fenice di Venezia e di altri teatri.
La rassegna di Villa Badoer è l’occasione ideale per riscoprire una delle figure più in intriganti della prima metà del XX secolo.






















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