Intreccio artistico tra Oriente e Occidente
Alessandro Magno divenne Re di Macedonia a partire dal 336 a.C. e fu uno dei più celebri conquistatori del mondo antico. Il grande condottiero conquistò durante il suo regno l’Impero Persiano, l’Egitto e altri territori, spingendosi fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India. Nel 327 a.C. conquistò l’area dello Swat, tra il Gandhara e l’Asia Centrale. La regione subì il forte impatto della cultura ellenistica, diventando luogo di produzione artistica al contempo orientale ed occidentale.
Un esempio di questa cultura assai complessa, determinata dall’incontro tra la tradizione greca e quella orientale, si può osservare nell’iconografia buddista.
Le numerose ricerche archeologiche svolte nell’area dall’Università del Michigan e dall’Isiao italiano, hanno permesso di scoprire molte raffigurazioni antropomorfiche del Buddha, dipinte sullo stile delle figure apollinee greche.
Da questa ed altre ricerche archeologiche è nato il progetto di una mostra al Museo Civico d’Arte Antica di Torino.
La mostra “Sulla via di Alessandro in Asia. Da Seleucia al Gandhara” espone fino al 27 maggio nella sede di Torino reperti archeologici, terracotte, ceramiche, monete e oggetti vari, focalizzandosi in particolare sull’arte della Babilonia.
In questo modo potremo approfondire quelle che sono state le conseguenze dell’impresa di Alessandro in una fase della storia dell’Asia Anteriore poco nota al grande pubblico, ma dominata da fenomeni storici che hanno avuto grandi ripercussioni sullo sviluppo della nostra civiltà .






















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