Qui Grammofono, rispondi I-pod!
Una vertigine di oltre quattrocento opere tra cui libri d’artista, film, installazioni, quadri e fotografie dell’arte del Ventesimo secolo.
Una vertigine per affermare la caduta dello “specifico” artistico, quale pittura e scultura, a favore di un intreccio multimediale.
Una vertigine per documentare gli sconfinamenti e le contaminazioni che si sono stabiliti a partire dalle avanguardie storiche, dal Futurismo al Suprematismo, dal Costruttivismo al Dadaismo, dal Neoplasticismo al Surrealismo.
“Vertigo. Il secolo d’arte off-media dal Futurismo al web”, confonde il visitatore con lo spettacolare allestimento nei rinnovati spazi dello storico edificio Ex Forno del Pane, con straordinari oggetti testimoni dell’evoluzione mediatica, da grammofoni d’antiquariato a radio originali di Guglielmo Marconi fino all’I-pod.
E’ la mostra che dal 6 maggio al 4 novembre inaugura il “MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna”.
Vertigo riflette sulle separazioni tra pittura e cinema, scultura e architettura, teatro e musica, design e danza, proprie dell’esperienza estetica classica, oggi sconfessate dall’interdisciplinarietà artistica dei nuovi media.
Dalla radio al telefono, dalla fotografia al cinema, dalla televisione al video fino alle più recenti elaborazioni digitali, Vertigo è un turbine sulla comunicazione mediatica del secolo.
Troverete gli esperimenti sonori e poetici di Marinetti e Schwitters, quelli visivi e filmici di Duchamp e Dalì, Andy Warhol e la Pop Art (con contributi cinematografici della Cineteca di Bologna, gemellata al MAMbo).
E ancora si potranno ammirare e capire più a fondo i contributi di Ed Rusha e di Lawrence Weiner per l’evoluzione del libro d’arte, quelli di Nam June Paik e di Bruce Nauman per il video o quelli di Laurie Anderson e di Christian Marclay per la musica contemporanea.






















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