Macchine suicide alla Tate Liverpool
Joyous Machines: Michael Landy and Jean Tinguely
Tate Liverpool, Liverpool
.: quando:
dal 2 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010
Immaginate che uno degli esponenti più radicali dei Young British Artists (YBAs), diventi il principale curatore di una mostra incentrata su uno degli artisti più sovversivi del Novecento. Il risultato è inevitabilmente destinato a essere uno degli eventi dell’anno.
Michael Landy nel 2001 ottenne una grande fama per “Break Down”, l’installazione/performance con la quale distrusse di tutto ciò che possedeva. Sì, proprio così: dai peluche, alle opere d’arte proprie o di altri artisti come Tracey Emin e Damien Hirst (non tutti esattamente felici della scelta…), al passaporto, alle chiavi, tutto venne sminuzzato da una apposita “catena di smontaggio” composta da nove operai.
Proprio Michael Landy ha collaborato alla mostra “Joyous Machines: Michael Landy and Jean Tinguely”, in programma dal 2 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010 presso la Tate Liverpool (Liverpool), dedicando grande attenzione ai primi anni di carriera di Jean Tinguely, un maestro che lo influenzò profondamente.
Landy mette in mostra sia alcune opere proprie che vari lavori di Tinguely, anche i meno noti, tracciando lo sviluppo delle opere dell’artista svizzero a patire dai tardi anni Quaranta.
Jean Tinguely (1925-1991) fu uno dei più innovativi e spiazzanti scultori del ventesimo secolo e realizzò i capisaldi dell’arte cinetica mondiale. Tinguely è ricordato soprattutto per le sue “macchine suicide”, tra le quali spicca il celeberrimo “Omaggio a New York”, del 1960.
Tale opera derivava dalla percezione di Tinguely della città industrializzata come un “disastro spettacolare”, ed era costituita da motori e ingranaggi, ruote, ventilatori, radio, bottiglie e un’infinità di altri materiali e strumenti. Questa macchina era stata creata per “suicidarsi”, e fu azionata e poi interrotta a causa di un principio di incendio nel Giardino delle Sculture del MoMA di New York.
Michael Landy ha effettuato una ricerca completa e approfondita che documenta anche le reazioni provocate dall’installazione, con un documentario e una selezione di disegni presentati accanto a fotografie, film e reliquie dell’evento originale.





















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