300 visioni scolpite al MoMA
The Original Copy: Photography of Sculpture
MoMA, New York
.: quando:
dall'1 agosto all'1 novembre 2010
Le fotografie di opere d’arte non solo riproducono dei capolavori, ma arrivano spesso a interpretarli o a reinventarli in modo sbalorditivo, condizionando il nostro approccio e la nostra visione dell’arte. Fotografia e scultura si influenzano a vicenda, anche per quanto riguarda la reciproca comprensione.
Il MoMA di New York ospita The Original Copy: Photography of Sculpture, 1839 to Today, aperta fino all’1 novembre 2010.
Sfilano trecento straordinarie immagini realizzate da oltre cento artisti in un arco di tempo che va dalla prima metĂ dell’Ottocento ai giorni nostri. Scultori eccezionali e altrettanto magnifici fotografi si offrono allo sguardo dell’osservatore, dando vita a uno spettacolo di rara potenza visiva e concettuale.
Se la scultura fu tra i primi soggetti trattati in fotografia, fu dovuto anche a ragioni pratiche: l’immobilitĂ delle statue si adattava ai lunghi tempi di esposizione dei primi processi fotografici, e in seguito si fece strada anche il desiderio di documentare e far conoscere a tutti oggetti non sempre facilmente trasportabili.
L’avvento della fotografia nel 1839, quando l’esperienza estetica era fondata sull’originalitĂ tanto cara al Romanticismo, fece capire immediatamente quanto il concetto di “copia” avrebbe influenzato la successiva percezione dell’arte.
La riproducibilitĂ della fotografia e quindi dell’immagine dell’opera d’arte immortalata, era destinata a incrinare l’aura attribuita all’originale (illuminante a questo proposito è il saggio di Walter Benjamin L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilitĂ tecnica).
Ma la stessa riproducibilità fotografica implicava la possibilità di una divulgazione in grado di trasformare la natura dell’arte e di costruire una visione totalmente inedita delle opere: basti pensare alle immagini create da Eugène Atget, che carica le statue classiche di suggestioni misteriose, velandole di arcano, o alle fotografie con cui Edward Steichen sottolineava la forza metafisica delle sculture di Rodin.
Ricordiamo anche gli scatti di Clarence Kennedy ispirati alla Tomba per il Cardinale del Portogallo di Antonio Rossellino; Maxime Du Camp che ritrae Abu Simbel; Brancusi che crea e fotografa le proprie opere, così come Duchamp e molti altri.






















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