Venghino signori… al circo di Picasso!
A partire dalla fine dell’800, il mondo del circo diventa uno dei soggetti prediletti di molti artisti: sulle tele imperversano immagini di clown, acrobati, equilibristi. Un universo che, in virtù della propria marginalità, diventa emblema della solitudine e della sofferenza dell’artista. Anche il giovane Picasso non si sottrae alla fascinazione del circo e dei suoi personaggi: un “amore” che accompagnerà tutta la sua opera.
Alla Fondazione Gianadda di Martigny, in Svizzera, la mostra “Picasso e il circo” illustra questo legame attraverso trecento lavori tra dipinti, disegni, incisioni, sculture, fotografie…
Buffoni, Arlecchini e Pierrot compaiono dai primi disegni del 1892 fino alle incisioni datate 1971. In particolare l’Arlecchino diventa addirittura l’alter ego dell’artista: marginale, instabile, simile a lui.
Non a caso i personaggi circensi, mescolati a quelli della Commedia dell’Arte, non sono ritratti nel momento dell’esibizione ma in un istante di umile quotidianità, lontano dalle luci della ribalta, quando emerge la fragilità e la crudezza dell’esistenza.
E nell’ultimo Picasso il rapporto col circo cambia: l’artista ritrae il proprio “circo”, quello della fantasia, del sogno, dei ricordi.
La rassegna è aperta alla Fondazione Pierre Gianadda di Martigny fino al 17 giugno 2007 e offre la possibilità di ammirare anche opere inedite, provenienti da collezioni private.























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