Quando cadde il muro dell’orrore
20° anniversario della caduta del Muro di Berlino
luoghi vari, Germania
.: quando:
dal 7 maggio 2009 al 10 gennaio 2010
Marinetta Jirkowski, diciotto anni, uccisa con ventisette colpi di arma da fuoco. Lothar Schleusener, tredici anni, e Jörg Hartmann, di dieci, assassinati mentre scappavano insieme. E poi Cengaver Katranci di nove anni, Giuseppe Savoca, di sei, Siegfried Krobot e Cetin Mert di cinque, e Holger H., di un anno e mezzo.
Sono solo alcune delle persone uccise durante i numerosi tentativi di fuga da Berlino Est. Una delle morti più tragiche resta quella del diciottenne Peter Fechter: i soldati della DDR gli spararono al bacino e lo lasciarono morire dissanguato dopo un’atroce agonia, davanti agli attoniti e impotenti spettatori occidentali.
Nell’aprile del 1989, il ministro per la sicurezza della Repubblica Democratica Tedesca si rivolse così alle guardie di confine: “Se dovete sparare, fate in modo che la persona in questione non vada via ma rimanga con noi”. Il 9 novembre 1989, pochi mesi dopo questa esortazione di morte, l’infamante simbolo della tirannia comunista fu smantellato.
La Germania celebra il ventesimo anniversario della caduta della Muro. Sono in programma mostre, feste e spettacoli in modo da far rivivere l’emozione di un evento eccezionale, che pose fine alla tragedia iniziata il 12 agosto 1961 a Berlino Est.
Dal 7 maggio al 14 novembre 2009, nella famosa Alexanderplatz, è allestita la mostra open-air “Rivoluzione pacifica”. Dal 3 luglio 2009 al 10 gennaio 2010, allo Stadtmuseum di Dresda, ci sarà l’esposizione “No alla violenza! Rivoluzione a Dresda nel 1989″, per ricordare una delle tante rivoluzioni pacifiche che presero il via dopo la caduta del Muro.
I festeggiamenti culminano nella grande festa, prevista per il 9 novembre presso la Porta di Brandeburgo, con concerti, fuochi d’artificio e la messa in scena simbolica della caduta del Muro.
Un ultimo ricordo va a Conrad Schumann, il soldato della DDR che cambiò per sempre il corso della propria vita saltando il confine. Un semplice salto, un attimo di lucida follia, animato dal desiderio di non morire lì, di salvarsi, correndo davanti ai volti increduli dei commilitoni.
Un gesto casuale e incredibile che venne immortalato in una foto destinata a fare il giro del mondo e a fare di quel ventenne un simbolo di libertà.






















Scrivi un commento!