Jan Fabre: scarabeo e dintorni
Dal bisnonno Jean-Henri Fabre, famoso entomologo ha ereditato l’interesse per il mondo delle scienze e la passione per gli insetti, in particolar modo dei coleotteri.
Passaggio fondamentale nella formazione di Jan Fabre.
Dall’8 giugno al 23 settembre la GAMeC di Bergamo allestisce a Venezia, in occasione della Biennale, la mostra “Anthropology of a Planet”.
Jan Fabre, uno degli artisti più significativi in Belgio e sulla scena internazionale, dalla fine degli anni ‘70 si esprime con una vasta gamma di linguaggi che spaziano dalle arti plastiche ai film, dal teatro alla coreografia alla danza, dal disegno alla scultura.
Così egli passa dall’essere disegnatore a creatore di immagini, performer, attore, regista, scenografo ed infine, quindi, artista nel senso più ampio del termine.
L’essere umano, la sua precarietà e caducità, è argomento centrale della sua opera, attraverso l’esaltazione del ciclo nascita-vita-morte-rinascita. Fabre considera la morte l’essenza dell’essere in vita, lo spazio di ciò che non è più vivo e a cui l’arte ridona vita.
Fabre segue i temi cari alla tradizione fiamminga: la follia, la malattia, la morte, la dolcezza del peccato, la rigenerazione, la forza spirituale.
Sovente Fabre sviluppa questo concetto di rinascita e superamento dei limiti attraverso l’immagine di insetti che popolano la sua fantasia e il suo lavoro – in particolar modo lo scarabeo, simbolo egizio del dio del Sole.
Si colgono i riferimenti ai maestri delle vanitas fiamminghe tra il XVI e il XVII secolo (la “vanitas”, in pittura, è una natura morta con elementi simbolici, allusivi al tema della caducità della vita; un tema sviluppatosi nel Seicento, sulla scia della Controriforma).
Nella storica dimora di Palazzo Benzon sul Canal Grande, si noterà come, per l’artista fiammingo, lo scarabeo diventa paradigma assoluto della trasformazione e della rigenerazione nel mondo della natura e della condizione umana.
Informazioni:
Palazzo Benzon, S. Marco 3927 – Calle Benzon, Venezia
orari: da martedì a domenica, 11-19; chiuso lunedì
ingresso libero






















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