Greenaway, l’apoteosi del Cenacolo
Peter Greenaway. L'ultima cena di Leonardo
Palazzo Reale, Milano
.: quando:
dal 16 aprile al 6 settembre 2008
Un capolavoro immortale, un regista raffinato, una fotografia digitale ad altissima risoluzione. Insieme, questi tre elementi danno vita a una visione sorprendente, dove la tecnologia visuale e l’arte antica si fondono e si esaltano a vicenda, in una simbiosi da cui scaturisce un’emozione inarrivabile.
Unico, sbalorditivo, geniale. E’ l’evento“Peter Greenaway. L’ultima cena di Leonardo”, che prende vita tutti i giorni nella stupenda Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano. La mostra/performance, nata in occasione del salone del mobile, è stata prorogato già due volte, e durerà fino al 6 settembre.
Il capolavoro di Leonardo da Vinci non ha bisogno di presentazioni, e nemmeno di “sovrastrutture” per veder accrescere la propria fama. Così come non aveva bisogno di essere svilito da un astuto bestseller che ha irretito gli ingenui e ha fatto sogghignare gli esperti…
Ma questa è un’eccezione. Perché fortunatamente Peter Greenaway non è Dan Brown, ma un raffinato regista che si mette al servizio di un’opera d’arte per renderle omaggio, sottolineandone lo splendore senza tempo.
Grazie al connubio di tecnologia digitale e di abilità artigianale, Greenaway ha realizzato un clone del dipinto di Leonardo, in grado di restituire allo spettatore la fascinazione dell’opera originale. Ed ecco che il dipinto si anima e si offre allo sguardo ammirato dei visitatori.
L’effetto, accompagnato da musiche di rara suggestione, è indescrivibile, ma non è questa la sede per esprimere l’ineffabile… Non resta che andare a Palazzo Reale e scoprire come i ritrovati della scienza più avanzata riescono a tessere un dialogo poetico e sublime con un’icona della nostra cultura.
Un dialogo che è già avvenuto per il dipinto “La ronda di notte” di Rembrandt al Rijksmuseum di Amsterdam, e che in futuro sarà utilizzato per celebrare altre opere d’arte, tra cui la Cappella Sistina.
Per accedere all’evento si passa attraverso alla mostra del Canova, che merita però una visita approfondita e ad hoc. Infine, un consiglio: mentre si contempla il Cenacolo, è d’obbligo lasciar correre lo sguardo alla sala delle Cariatidi, l’unica sopravvissuta al bombardamento del 1943.






















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