Mistero e splendore a tinte pastello
Pastelli del museo d’Orsay
Museo d’Orsay, Parigi
.: quando:
Dall’8 ottobre 2008 all’1 febbraio 2009
L’inquietante volto di Medusa annega in un vortice verdastro. Eteree ballerine sono immortalate in un istante di quotidianità, lontano dalle luci della ribalta. E poi vasi di fiori, vetrate gotiche, paesaggi malinconici, donne sensuali. Tutti uniti da un denominatore comune: il pastello.
Tra i tesori del Museo d’Orsay di Parigi ci sono più di trecento meravigliosi pastelli realizzati dal 1850 al 1914. Dall’8 ottobre 2008 all’1 febbraio 2009, il museo li offre all’ammirazione del pubblico nella straordinaria mostra “Il mistero e lo splendore. Pastelli del museo d’Orsay”.
L’esposizione include capolavori di Millet, Manet, Monet, Degas, Redon, e di autori forse meno noti in Italia ma di rara suggestione, come Lévy-Dhurmer, Aman-Jean, e Degouve de Nuncques.
Furono i pittori romantici e i primi esponenti del Realismo a far ritornare in auge la splendida tecnica del pastello, che a partire dal Settecento era passata in secondo piano. Soprattutto intorno al 1850, il pastello ritrova momenti di gloria: dai fiori e i paesaggi di Millet e di Puvis de Chavannes, fino alle donne ambigue e sensuali di Aman-Jean e di Paul Helleu.
Si tratta di un’occasione unica per vedere opere raramente esposte a causa della loro fragilità, e quindi per riscoprire un patrimonio prezioso e di solito quasi inaccessibile. Molti dei pastelli sono stati restaurati prima di essere messi in mostra.
Tra i gioielli da ammirare, ci sono le leggiadre ballerine di Degas, tra cui il celeberrimo “Ballet” o “Etoile” del 1876; gli arcani e onirici pastelli di Odilon Redon come “La vetrata” o “La femme in rouge”, il bellissimo “Mazzo di margherite” di Millet, dove fa capolino un viso misterioso.
Una menzione speciale va ai sopracitati artisti meno noti. Nella collezione del museo parigino risplendono le rarefatte visioni di Lévy-Dhurmer, come “Medusa”, “La strega”, “La sonata al chiaro di luna”, e il magico “Notturno al parco reale di Bruxelles”di Degouve de Nuncques.






















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