La pittrice russa pioniera dell’arte astratta
Marianne Werefkin. L'amazzone dell'avanguardia
Museo di Roma in Trastevere
.: quando:
dal 25 novembre 2009 al 14 febbraio 2010
Coltissima e carismatica pittrice, protagonista della grande rivoluzione artistica dei primi del Novecento, si confrontava quotidianamente con gli artisti-amici Jawlensky, Kandinsky, Münter, Marc, Klee parlando di arte, cultura simbolista ed esoterismo contribuendo ad aprire a Kandinsky una nuova via artistica.
Al Museo di Roma in Trastevere fino al 14 febbraio oltre 80 opere raccontano la grande pittrice russa nata a Tula (Lituania) nel 1860 e morta ad Ascona (Svizzera) nel 1938.
Alla sua “arte dell’emozione” è dedicata la mostra “Marianne Werefkin. L’amazzone dell’avanguardia”, che raccoglie 50 tempere, 12 disegni, 20 libretti di schizzi e un diario.
Nata da una famiglia dell’alta nobiltà russa – il padre generale della Fortezza di Pietro e Paolo a San Pietroburgo, la madre pittrice e discendente da un’antica stirpe di principi cosacchi – Marianne Werefkin è una delle artiste più interessanti del panorama europeo di inizio Novecento, ma è rimasta quasi sconosciuta al pubblico italiano.
La sua opera è stata fondamentale, a livello sia teorico che pittorico, per la nascita nel 1909 della “Neue Künstlervereinigung München” (Nuova Associazione degli artisti di Monaco) e di conseguenza del “Blaue Reiter” (Cavaliere Azzurro), ponendo così le basi per la nascita della moderna arte astratta.
Un’arte che doveva esprimere soprattutto le emozioni interiori, non la “verità della vita” ma la “vita vera”.
La sua produzione artistica può essere distinta in tre momenti significativi.
Il primo, riscontrabile negli schizzi in lapis e matite colorate, vede l’influsso delle correnti mistiche e dell’arte di Kubin e Redon.
Il secondo è influenzato dall’arte francese impressionista e neo-impressionista nell’iconografia (con le scene di città, caffè e spettacoli teatrali) e dall’opera di Gauguin e Nabis nello stile (con l’uso espressivo del colore e delle linee).
Ma in questa fase è soprattutto l’arte di Edvard Munch ad avere influenzato fortemente la sua pittura, per l’uso simbolico e antinaturalistico del colore.
Nel terzo periodo, con le opere degli anni 1908-13, la Werefkin giunge infine al suo stile lirico, espressivo, personale in cui le forme, le linee e i colori sono spesso assorbiti da una tonalità dominante.





















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