Manet: oltre l’Impressionismo
Manet, inventore del Moderno
Museo d'Orsay, Parigi
.: quando:
dal 5 aprile al 3 luglio 2011
Un’apparizione folgorante nel panorama artistico dell’Ottocento, un continuo sviluppo pittorico che sfocia in una vera e propria rivoluzione, una modernità assoluta e indiscutibile.
Il Museo d’Orsay di Parigi ospita dal 5 aprile al 3 luglio la rassegna Manet, inventore del Moderno, con l’intento di illuminare sui rapporti con il Romanticismo e di illustrare lo straordinario impatto che ebbe sui suoi contemporanei, senza trascurare i legami dell’artista con la sfera pubblica e politica.
Il “padre dell’Impressionismo” non si considerava tale, né voleva essere identificato con gli Impressionisti, e del resto la sua vicenda artistica trascende qualsiasi etichetta.
Lo spettacolare percorso espositivo è diviso in varie parti. Prende l’avvio dall’insegnamento del maestro Thomas Couture, con il quale Manet era spesso in disaccordo; sottolinea l’affinità con Baudelaire, continuata fino alla morte del grande poeta; esalta il ruolo del pittore francese nella reinvenzione dell’arte sacra, si focalizza sui memorabili ritratti che hanno come soggetto la pittrice Berthe Morisot.
Ma non finisce qui: c’è anche la svoltra del 1879, quando Manet si afferma come pittore della vita mondana, fatta anche di music-hall e di donne di facili costumi; ci sono le superlative nature morte, all’epoca sottovalutate, e i quadri cosiddetti “della contestazione”, in cui Manet dimostra le proprie simpatie per le forze politiche di opposizione.
Manet rese addirittura omaggio al “rosso” Rochefort, un giornalista condannato ai lavori forzati per il ruolo da svolto durante la Comune, e protagonista di una spettacolare evasione in barca che ispirò un famoso dipinto del maestro francese.






















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