Scrivere con la luce
Il termine fotografia deriva dal greco e letteralmente significa “scrivere con la luce”, dai termini photos e graphia. In pratica si riferisce alla tecnica nata nell’Ottocento che permette di creare delle immagini su una pellicola, sfruttando gli effetti della luce. Generalmente considerata un’arte che riproduceva al massimo la realtà, il concetto di fotografia è stato letteralmente ribaltato nella seconda metà del Novecento dalla scuola dell’artista Jerry Uelsmann.
Le sue immagini sono composizioni oniriche create da strati di pellicola ed esposizioni multiple in fase di stampa. Il risultato è la raffigurazione di un mondo relativo, in cui tale è anche il tempo.
Metafore, segni e simboli, raffigurati nelle composizioni fotografiche, non fanno riferimento ad una realtà spazio temporale definita.
Le rappresentazioni infatti non raffigurano un fenomeno esterno, riconoscibile, ma gli stati d’animo interni.
Lampante è l’associazione di tali fotografie con la pittura di Renè Magritte, la psicologia di Carl Jung e le fotografie di Man Ray.
Per rendere omaggio ai quarantacinque anni di carriera di Jerry Uelsmann, l’Assessorato alla Cultura di Verona allestisce la prima retrospettiva europea dell’artista.
La mostra “Meditation…Navigation – Jerry Uelsmann: 1961-2006” sarà ospitata dal Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona fino al 15 Aprile.
L’esposizione delle 90 opere originali in bianco e nero è inoltre arricchita da un’intervista realizzata in cortometraggio da parte dello stesso Uelsmann.






















Scrivi un commento!