W El Mexico! W la Revoluciòn!
Mexico. Immagini di una Rivoluzione
Palazzo delle Esposizioni, Roma
.: quando:
dal 5 ottobre 2010 al 9 gennaio 2011
La Rivoluzione messicana è stata la prima grande rivolta sociale del mondo moderno e nacque come movimento politico teso all’instaurazione di una vera democrazia che prevedesse la partecipazione dei contadini nella spartizione e nello sfruttamento delle terre.
La vertiginosa modernizzazione del paese prodotta dalla dittatura di Porfirio Diaz (1876-1911), precedente la rivoluzione, si era infatti fondata sulla continua espansione delle grandi proprietà terriere e aveva obbligato centinaia di migliaia di contadini a convertirsi in peones, salariati senza alcun potere, o a emigrare nelle città alla ricerca di miseri impieghi.
Le profonde differenze di classe che si andarono sempre più accentuando, così come l’impossibilità da parte del ceto contadino di ottenere dal governo qualsiasi forma di compensazione politica, generarono lo scatenarsi di una guerra cruenta che si concluse soltanto nel 1920.
Al Palazzo delle Esposizioni di Roma, fino al 9 gennaio, è in programma la mostra Mexico. Immagini di una Rivoluzione.
La mostra riunisce un’inedita selezione di 179 immagini in bianco e nero di straordinario impatto visivo sulla Rivoluzione messicana che, attraverso undici nuclei tematici, racconta la storia dei cruciali accadimenti politici e dei leggendari movimenti armati avvicendatisi nel paese dal 1910 al 1920.
Sono attentamente messe a fuoco, tra le altre, le figure di Francisco Madero, che capeggiò la rivolta con cui tutto il movimento ebbe inizio; Emiliano Zapata, al contempo il leader più radicale e quello più conservatore della lotta armata, idealmente proiettato verso il mondo contadino eppure impegnato nel difficile processo di modernizzazione del paese; Pancho Villa, che con Zapata rappresentò la figura di massimo riferimento per i ceti più umili della popolazione coinvolti nella Rivoluzione.
Le immagini al Palazzo delle Esposizioni documentano le accese manifestazioni di protesta che carestie, fame e disoccupazione generarono con crescente frequenza nel paese, così come i tragici fatti di violenza e sangue (interventi militari, catture, esecuzioni) accaduti nelle città come nelle campagne a margine degli scontri politici e sociali.
In un momento politico italiano dal profilo morale così vellutato, smiling e liftingstyled, dove il reato di mancanza di etica istituzionale è secondo soltanto al crimine di essere gay, e dove si ipotizza di dare a Giovinezza la stessa dignità storica, morale e sociale di Bella Ciao, un poco di spigolosità rivoluzionaria male non farebbe di certo. Viva la Revoluciòn!






















Scrivi un commento!