Giorgio inciso in bianco e nero
Morandi. L’arte dell’incisione
Palazzo dei Diamanti, Ferrara
.: quando:
dal 5 aprile al 2 giugno 2009
L’intento della mostra è dimostrare quanto l’incisione sia per Giorgio Morandi determinante nel giungere alla trasfigurazione del soggetto in valori di chiaroscuro, eliminando ogni interesse per una rappresentazione realistica, ma conservandosi aderente al visibile.
A Palazzo dei Diamanti di Ferrara tutte le meraviglie dell’arte incisoria di Morandi sono esposte in un corpus di oltre centotrenta incisioni realizzate dall’artista lungo tutto l’arco della sua carriera.
Da Dürer a Parmigianino, da Rembrandt a Piranesi, da Goya a Picasso, la storia dell’incisione è un capitolo fondamentale dell’intera storia dell’arte.
È stato così anche per Morandi che trattò l’incisione come ricerca artistica autonoma affrontandola con impegno pari a quello dedicato alla pittura, in un’epoca, il secolo scorso, in cui spesso la stampa era considerata un genere minore.
Iniziò a dedicarsi all’incisione attorno al 1910-11, quasi contemporaneamente alla pittura, e continuò a farlo fino a qualche anno prima della sua morte, avvenuta nel 1964.
Le nature morte con barattoli e bottiglie, i mazzi di fiori disegnati in punta di penna con una finezza senza pari, le plastiche conchiglie posate sui tavoli: per arrivare a questa eccellenza realizzativa, Giorgio Morandi fu un autodidatta che saggiò, con pazienti tentativi e ricerche, i vari procedimenti tecnici fino a quando l’acquaforte divenne la sua tecnica prediletta.
Morandi incisore indagò nell’opera grafica quelle caratteristiche della bicromia del bianco e nero che sarebbero diventati elementi fondamentali di specifiche fasi della sua creazione artistica.
In certi momenti fu l’acquaforte a essere determinante per la sua ricerca pittorica.
“Morandi. L’arte dell’incisione” va dal 5 aprile al 2 giugno.






















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