Da Jacopo della Quercia a Donatello
Le arti a Siena nel primo Rinascimento
Santa Maria della Scala e luoghi vari, Siena
.: quando:
dal 26 marzo all'11 luglio 2010
Una mostra in preparazione da sei anni, con prestiti dai più prestigiosi musei del mondo (si sono scomodati anche in Australia) e una sala della National Gallery di Washington “costretta a chiudere” proprio per poter prestare alcuni dei capolavori esposti. Ma per Siena questo e altro: soprattutto se il risultato è un evento come quello che state per scoprire.
306 opere esposte, 25 restauri realizzati, nuovi spazi aperti al pubblico, ma soprattutto un iter espositivo eccezionale. La mostra “Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento”, aperta fino all’11 luglio 2010, è un excursus straordinario nel Rinascimento della città toscana.
La principale sede espositiva è il complesso museale di Santa Maria della Scala, ma il percorso si snoda anche attraverso il Duomo, la Cripta e il Battistero, il Museo dell’Opera della Metropolitana, il Museo Diocesano e la Pinacoteca Nazionale.
Lo scopo è quello di fa scoprire ai visitatori la vastità, la complessità, lo splendore del primo Rinascimento senese attraverso dipinti, sculture, miniature, tessuti e oreficerie suddivisi in otto sezioni.
La prima sezione sottolinea la continuità con la pittura del Trecento di Simone Martini e dei fratelli Lorenzetti, fonti di ispirazione per le generazioni successive. Segue la sezione dedicata a Jacopo della Quercia, uno dei più grandi scultori del Rinascimento senese, e poi è il turno del Sassetta, che diede vita alla nuova pittura senese.
La quarta sezione copre l’arco di tempo fino all’ultimo soggiorno senese di Donatello, evidenziando il ruolo fondamentale del genio fiorentino su artisti senesi nuovi come il Vecchietta, Matteo di Giovanni e Antonio Federighi.
Si prosegue con i più alti esempi di forme della devozione (trittichini, dipinti per devozione privata, figure lignee del Bambin Gesù, busti reliquiario e cassoni, e infine si concluide con le tre sezioni dedicate rispettivamente ai codici miniati, all’oreficeria e ai tessuti preziosi.






















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