Su col morale! Il futuro è nero!
Ennio Finzi. Dal Nero al non colore
Villa Contarini, Piazzola sul Brenta (Padova)
.: quando:
dal 19 dicembre 2010 al 20 marzo 2011
Il nero dà felicità e distensione. Ne è convinto Ennio Finzi che per la grande esposizione che gli dedica Villa Contarini a Piazzola sul Brenta, “la Reggia delle Ville Venete”, ha scelto opere tutte “Dal Nero al non colore“.
Si tratta di un centinaio di opere, molte di grande dimensione, a coprire un percorso che va dagli anni ’50 ad oggi.
La ricerca di Finzi (Venezia, 1931) si è tutta spesa tra colore e musica.
“Il colore”, ha affermato lo stesso Finzi, “è quel suono che rincorro affannosamente . è la ragione prima del mio fare, l’ebbrezza, la follia, la catarsi. Il colore è il mio verbo, la ragione prima e forse unica di ogni possibile significato dell’essere: esso risponde in nome dell’oscurità della luce, al tutto del nulla.”
Finzi ha da sempre considerato i colori prescindendo da ogni riferimento esteriore o naturalistico e al di fuori da ogni costrizione scientifica o da qualsiasi allusività simbolica.
“Per me il nero”, sono sue parole ” è un colore estremamente allegro. Vaglielo a far capire al prossimo che il nero ti dà felicità, ti dà distensione.”
Esplorato in una infinità di varianti, dall’uniformità all’emergenza segnica, dal lucido all’opaco, dalla più assoluta oscurità alle sue innumerevoli modalità di reagire alla luce sempre diversamente filtrata, catturata, intensificata, modulata, talora ricorrendo persino all’inserimento di pungenti frammenti vetrosi, il nero diventa una sconfinata tastiera sulla quale avanzare sempre nuove ipotesi di superamento degli stessi confini del visibile.
Finzi pare così invitarci alla riscoperta del silenzio, concepito come pura, ricchissima vacuità in cui può forse ridiventare possibile un sempre rinnovato risuonare dell’apparire.
Il nero in Finzi assume le più diverse funzioni. Ma al di là di ogni specificazione coloristica, a cui lo stesso nero pure appartiene, Finzi ha altresì tentato, già a partire dagli anni Cinquanta, con i suoi Cementi, di dare immagine anche alla compatta e chiusa opacità della materia, mentre a una inedita, ma ancor più compiuta esplorazione del non colore sembrano approdare le sue opere più recenti, nelle quali la pur accentuata articolazione plastica delle superfici giunge a trasfigurarsi nei metafisici, inafferrabili riflessi dell’argento e dell’oro.
La mostra a Villa Contarini resterà allestita a ingresso gratuito fino al 20 marzo 2011.






















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