Qui… doppio ci cova!
Un’immagine può nasconderne un’altra
Grand Palais, Parigi
.: quando:
dall'8 aprile al 6 luglio 2009
Vi è mai capitato di osservare un quadro a lungo e di scoprire dettagli apparentemente insignificanti che rivoluzionano o arricchiscono tutto il senso della rappresentazione?
Alcuni artisti sono affascinati dalle illusioni ottiche e si abbandonano a rebus visuali e a cambiamenti di prospettiva, giocando con figure che nascondono qualcos’altro o che cambiano a seconda del punto di vista dell’osservatore.
In molte opere serpeggiano ambiguità sottili, significati nascosti, multiformi letture. C’è chi ha sfruttato tali elementi per puro divertissement, o per conferire un significato simbolico, religioso, politico o sessuale.
Un esempio eclatante sono le famose immagini composite e i ritratti reversibili di Arcimboldo, e anche le sorprendenti invenzioni di Dalì, che è l’incontrastato maestro dell’immaginario ambiguo. Tuttavia, al di là di questi due casi, troppo spesso le immagini doppie sono state liquidate come creazioni fortuite è occasionali, anziché scaturite da atti artistici consapevoli.
La straordinaria mostra “Un’immagine può nasconderne un’altra. Arcimboldo – Dalí – Raetz””, in programma fino al 6 luglio 2009 presso la Galleria Nazionale del Grand Palais di Parigi, vuole indagare il significato di questi elementi affascinanti, a volte ingiustamente relegati in secondo piano o ridotti a dettagli dal sapore aneddotico.
Sono state riunite duecentocinquanta opere, all’interno di un percorso artistico diviso tra immagini composite, immagini nascoste e doppie, paesaggi antropomorfici, illusioni prospettiche e anamorfiche, ambiguità erotiche…
Un posto d’onore è riservato a Dalí, ma ci sono anche opere di Arcimboldo, Ernst, Escher, Michelangelo, Raetz. Viene così tracciato una sorta di mappatura ideale di una tendenza tanto bizzarra e intrigante quanto diffusa nella storia dell’arte.





















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