Arte fiamminga alla corte dei Gonzaga
Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento
Palazzo Te, Mantova
.: quando:
dal 14 marzo al 27 giugno 2010
I tessuti preziosi hanno sempre ricoperto un ruolo fondamentale nell’arredamento e nella decorazione delle dimore reali e nobiliari, fin da tempi antichi. Ma è soprattutto a partire dalla metà del Trecento che gli arazzi diventano un elemento primario per l’aristocrazia di tutta Europa.
La mostra “Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano”, aperta a Mantova fino al 27 giugno 2010, consente di ammirare trentaquattro meravigliosi arazzi appartenuti ai Gonzaga e realizzati nel Rinascimento.
La rassegna, allestita a Palazzo Te, è una vera e propria immersione nell’arte, nel gusto e nella storia di un’epoca. La collezione dei Gonzaga era ricchissima, e benchĂ© oggi ne sia rimasta solo una parte, si tratta comunque di una preziosa testimonianza.
Gli arazzi erano come dei grandi “affreschi mobili”, molto piĂą pratici di quanto non si pensi: si potevano facilmente cambiare di posto da una parete all’altra o trasportare di palazzo in palazzo. Difendevano dal freddo e dall’umidiitĂ , erano delle splendide opere d’arte, allietavano la vista… e dimostravano in modo tangibile la ricchezza e il prestigio della committenza.
La maggior parte degli arazzi veniva realizzata dagli eccelsi artisti fiamminghi: Bruxelles era infatti il principale centro di produzione di questi magnifici manufatti, sia per l’innegabile superiorità nella lavorazione, che per la capacità tecnica e organizzativa.
Tra le opere in mostra, spiccano la Annunciazione di Chicago, che è il più antico arazzo di gusto rinascimentale sopravvissuto; la Storia di Giasone; quattro esemplari dalla Vita di Alessandro Magno e nove arazzi che rappresentano gli Atti degli Apostoli.






















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