Luigi Serafini, un fantastico Linneo
“I pazzi osano dove gli angeli temono d’andare”, affermava il poeta inglese Alexander Pope.
E alla saggezza visionaria di Luigi Serafini, architetto e designer nato a roma nel 1949, la realtà stava stretta.
Diventato pittore, scultore, scrittore, ha intrapreso un viaggio senza fine in un mondo fantastico e parallelo, popolato da misteriosi ibridi
In passato ha realizzato scene e costumi per il Teatro alla Scala e per il Piccolo Teatro di Milano, ha collaborato con Fellini al film “La Voce della Luna”. Lo si trova anche a Napoli, dove ha realizzato un’installazione in bronzo e poliestere alla stazione Mater Dei della metropolitana.
Nel 1981 pubblica il “Codex Seraphinianus”, ormai oggetto di culto.
Al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano dall’11 maggio al 17 giugno c’è “Luna-Pac Serafini”!
Una parte della mostra-luna park ospita un centinaio di tavole originali del celeberrimo Codex Seraphinianus.
Il Codex, ripercorre in chiave utopica e fantastica tutti i campi dello scibile, dalla zoologia alla botanica, dalla mineralogia all’etnografia, dalla fisica alla tecnologia, e valse all’epoca al suo autore le attenzioni di Italo Calvino, Federico Zeri, Federico Fellini e molti altri.
Tant’è che la personale al Pac è sottotitolata “una mostra ontologica” (l’ontologia è la parte della filosofia che studia il concetto e la struttura dell’essere in generale, riflettendo sui problemi dell’esistenza a partire dal linguaggio e sull’insieme di possibili entità esistenti.)
Confrontandolo all’Ovidio delle Metamorfosi, un ammirato Calvino scrisse: “l’anatomico e il meccanico si scambiano le loro morfologie, l’umano e il vegetale si completano…
il vegetale si sposa al merceologico… lo zoologico al minerale, e così il cementizio e il geologico, l’araldico e il tecnologico, il selvaggio e il metropolitano, lo scritto e il vivente”.
A metà strada tra le grandi allegorie scientifiche medievali e i codici naturalistici di Linneo, Serafini stupisce con esseri metà uomini e metà rondini, cervi dalle corna luminose, mangiatori di luce blu, uova di mucca, donne-carota, famiglie Gomitaly, immense uova fritte, altalene etrusche.
Non parlo troppo delle opere in mostra, non saprei da dove cominciare.
E’ un luogo fantastico, vero luna park dell’immaginazione!
Andateci e basta!… possibilmente sfruttando “Domenica al luna pac” ovvero le tre domeniche a ingresso gratuito: 20 maggio, 3 e 17 giugno.
Negli altri giorni l’ingresso costa solo 3 euro (spesi bene!) e i bambini fino a 10 anni entrano gratis.





















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