Arte Americana 1850-1960
Capolavori dalla Phillips Collection di Washington
MART, Rovereto (Trento)
.: quando:
dal 5 giugno al 12 settembre 2010
“Il nostro proposito più entusiastico è di rivelare la ricchezza dell’arte creata negli Stati Uniti, di stimolare i nostri artisti autoctoni e offrir loro ispirazione… di mostrare come i nostri artisti americani mantengano una parità , se non proprio una superiorità , rispetto ai più noti contemporanei stranieri”.
Sono le parole ispirate di Duncan Phillips, il collezionista che nel 1921 fondò la favolosa Phillips Collection di Washington e promosse artisti del calibro di Arthur Dove, John Marin e Milton Avery.
Il MART, in collaborazione con la Phillips Collection, e sulle orme di Duncan Phillips, ospita fino al 12 settembre 2010 la mostra “Arte Americana 1850-1960 Capolavori dalla Phillips Collection di Washington“.
Si tratta delle più grandi opere dell’arte americana dalla seconda metà dell’800 ai primi anni Sessanta del ’900.
Sono presenti più di cento lavori di Edward Hopper, Georgia O’Keeffe, John Sloan, Stuart Davis Adolph Gottlieb, Philip Guston, Robert Motherwell, Clyfford Still, Mark Rothko.
Le opere illustrano lo sviluppo e il consolidamento di una precisa, forte identità culturale e artistica americana, che nel secondo dopoguerra arriverà a dare gli esiti eccezionali dell’Action Painting.
Il confronto con le gli artisti europei nasce spontaneo e sottolinea la diversa situazione socio culturale, dal momento che la vecchia Europa doveva affrontare la difficile battaglia contro il fascismo.
Il percorso espositivo svelerà al pubblico il romanticismo di James Abbott McNeill Whistler, l’impressionismo di Childe Hassam, l’astrattismo di John Marin, il realismo di Edward Hopper, le magnifiche fotografie di Paul Strand, Berenice Abbott e Margaret Bourke White.
Da ricordare sono anche i pittori John Kane, Horace Pippin, Jacob Lawrence, che hanno ritrarro la Grande Depressione, le migrazioni e l’epopea del jazz, mentre l’Astrattismo è rappresentato da “mostri sacri” come Alexander Calder, Mark Rothko e Jackson Pollock.






















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