Il ritratto dell’inconoscibilità
Gerhard Richter Portraits
National Portrait Gallery, Londra
.: quando:
dal 26 febbraio al 31 maggio 2009
“Non credo che il pittore abbia bisogno di vedere o di conoscere il modello. Un ritratto non deve esprimere nulla dell’anima, dell’essenza o del carattere del modello. E nemmeno è necessario che il pittore veda il modello in alcuna specifica, personale maniera…”
L’esposizione “Gerhard Richter Portraits” in programma presso la National Portrait Gallery di Londra fino al 31 maggio 2009, è dedicata al Gerhard Richter, uno dei più grandi pittori contemporanei .
Fin dagli esordi, il ritratto è stato un motivo ricorrente per l’artista tedesco. La mostra, che riunisce molte opere a partire dagli anni Sessanta ai giorni nostri, esplora proprio questo fondamentale aspetto del suo lavoro.
Si possono ammirare dipinti in bianco e nero come “Mutter und Tochter (B)”, e ritratti a colori di stretti familiari dell’artista. Il recente, straordinario ritratto “Ella”, è esposto per la prima volta.
Nel 1962 l’artista iniziò a fare ritratti a partire da fotografie. Desiderava un modo diretto e oggettivo di rappresentare il mondo: la fotografia, fatta da una macchina, era secondo lui l’immagine più perfetta.
Usare le fotografie come base per i dipinti gli consentiva di liberarsi dalle convenzioni artistiche riguardanti la creazione di motivi, colori, composizioni ed espressione.
Ne risultarono ritratti con un quid di imperscrutabile/ impenetrabile e che contenevano un’ammissione di inconoscibilità dell’oggetto. Oltre alle fotografie di giornali e riviste, dal 1964 Richter iniziò a usare istantanee dai vecchi album di famiglia come base per i dipinti.
Se gli esponenti della Pop Art sfruttavano le immagini glamour di personalità dello spettacolo e della vita pubblica, Richter era attratto da fotografie amatoriali, ordinarie e familiari, creando le proprie icone o, come le chiamava “le proprie immagini devozionali”.






















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