Le tre S della fotografia mondiale
Stieglitz, Steichen, Strand
Metropolitan Museum of Art, New York
.: quando:
dal 10 novembre 2010 al 10 aprile 2011
Oggi diamo per scontato che la fotografia sia un’espressione artistica di pari dignità della pittura, della scultura e di tutte le forme d’arte figurativa. Ma un tempo non era affatto così…
Dobbiamo ringraziare i grandi maestri dei primi del Novecento se oggi la fotografia ha un (meritatissimo) status di opera d’arte.
Lo dimostra splendidamente l’esposizione Stieglitz, Steichen, Strand, aperta fino al 10 aprile 2011 al Metropolitan Museum di New York.
La rassegna include le opere dei tre “giganti” Alfred Stieglitz, Edward Steichen e Paul Strand, le cui opere sono tra i più preziosi tesori del Metropolitan.
Lo straordinario contributo di questi artisti sarà svelato attraverso un iter espositivo di 115 fotografie, prese interamente dalla collezione.
Alfred Stieglitz fu un fotografo di supremo talento e un influente sostenitore del valore estetica e artistico della fotografia, anche grazie alla sua galleria “291″ e al suo giornale specializzato Camera Work. Fu proprio lui a gettare le fondamenta per la ricchissima Collezione del Met.
Donò infatti 22 delle sue opere nel 1928—le prime fotografie a essere acquisite dal Museo con lo status di opere d’arte—e più di 600 lavori di altri artisti, tra cui Steichen e Strand, nei decenni successivi.
I visitatori possono ammirare le celeberrime vedute cittadine e gli studi di nuvole di Stieglitz, insieme a vari ritratti di Georgia O’Keeffe.
Sfilano anche gli scatti di Edward Steichen, protégé e collaboratore di Stieglitz, come le sue tre grandi varianti stampa del Flatiron, diventate tra le foto simbolo più note di New York, e le magnifiche foto al chiaro di luna della scultura Balzac di Rodin.
L’edizione finale di Camera Work (1917) fu invece dedicata al giovane Paul Strand, le cui fotografie, tra il 1915 e il 1917, si incentrarono sui tre temi “Movimento nella città”, “Astrazioni” e “Ritratti di strada”.
Strand, a cui è riconosciuto il merito di aver influenzato l’arte e la visione nientemeno che di Edward Hopper, fu anche il primo a introdurre il passaggio da immagini basate essenzialmente su un’estetica pittorica, a fotografie svincolate dalla pittura e basate su un approccio diretto e ispirato all’emergente modernismo.






















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