In mostra una pittrice “segreta”
Carla Maggi e il ritratto a Milano negli anni Trenta
Palazzo Reale, Milano
.: quando:
dal 15 luglio al 5 settembre 2010
Ci volevano “i soliti americani”, per riscoprire una italianissima pittrice e dedicarle una personale già cinque anni fa. E qui? Nulla. Nemo propheta in patria. Chissà come mai questo non mi stupisce minimamente. Usa battono Italia 456798 a zero, culturalmente parlando, da decenni. E anche di più. Ma torniamo all’italianissima. Anzi, milanesissima!
Palazzo Reale di Milano ospita una retrospettiva dedicata a Carla Maria Maggi (Milano, 1913-2004), artista già riscoperta dal National Museum of Women in the Arts di Washington, che nel 2005 allestì una personale: la più importante mostra pubblica mai dedicata a questa pittrice finita del dimenticatoio.
La mostra, dal titolo Carla Maggi e il ritratto a Milano negli anni Trenta, nella prima parte rende giustizia al grande talento di Carla Maggi e nella seconda analizza il genere del ritratto attraverso le opere dei più importanti artisti che lavorano a Milano in quegli anni.
Carla Maggi era già moglie e madre quando dipingeva ritratti di grande forza espressiva e penetrazione psicologica, o gli affascinanti nudi. Furono pochi gli anni che dedicò alla propria arte: dopo prevalsero gli obblighi familiari, per scelta personale o imposta dalla provinciale società in cui viveva. Difficile scindere l’una dall’altra…
I quadri sparirono, insieme a pennelli e colori, in una soffitta della casa di famiglia, a Cuvio, nel varesotto. E lì rimasero, in castigo, fino a quando l’ormai anziana signora viene incoraggiata dal figlio Vittorio a riappropriarsi dei propri meriti, a rivivere il passato e a ricordare quelle opere che promettevano un talento purtroppo mai coltivato a fondo.
Quello che oggi possiamo ammirare è lo straordinario livello delle opere, la varietà dei soggetti esplorati, la sapiente tecnica.
La mostra è aperta fino al 5 settembre 2010 ed espone le opere più importanti dell’artista, tra cui lo splendido La sigaretta, esposto per la prima volta alla Permanente nel 1934.
Nella seconda sezione sfilano invece i ritratti da Funi, Carrà , De Chirico, Savinio, Usellini, Cassinari, e dai chiaristi Del Bon, De Rocchi e Lilloni.






















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