La Motorizzazione popolare
Moto bolognesi del Dopoguerra
Museo del Patrimonio Industriale, Bologna
.: quando:
dal 15 novembre 2008 al 3 maggio 2009
Alla fine del secondo conflitto mondiale, l’Italia si trovò impegnata in un grande sforzo di ricostruzione del tessuto sociale, politico ed economico. Uno degli esempi più eclatanti di riscatto viene dalla motoristica.
Si comincia creando dei micromotori da applicare a biciclette o appositi telai; il costo contenuto ne decreta il successo immediato.
Bologna è protagonista del fenomeno: si affaccia sul mercato la Ducati con il Cucciolo, uno degli artefici della “motorizzazione popolare” del paese.
Ma sono ben 49 le Ditte bolognesi attive in quegli anni, in molti casi “meteore” destinate ben presto a scomparire. Tra i costruttori di moto vi sono M.M. e C.M., dal glorioso passato, mentre Moto Morini e F.B-Mondial si affermano a livello sportivo in Italia e all’estero.
Altri, come Cimatti, Malaguti, Marzocchi, Testi, Verlicchi, si avviano a conquistare uno spazio importante. Alcuni di questi sono oggi marchi di successo nei rispettivi settori sul mercato mondiale.
Al Museo del Patrimonio Industriale c’è “Moto bolognesi del Dopoguerra. La Motorizzazione popolare, 1946 – 1950“.
Sono esposte 30 moto, 25 ciclomotori, 4 motori, un sidecar e un triciclo furgone, accompagnati da un importante apparato multimediale che illustra le biografie delle ditte produttrici e gli avvenimenti sportivi dell’epoca.
La mostra, a ingresso libero, sarĂ aperta al pubblico dal 15 novembre 2008 al 3 maggio 2009.






















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