Marguerite balla con noi
Orfeo poeta e musico, metà dio e metà uomo, è il protagonista di uno dei miti più famosi. Sceso negli inferi per salvare la sua amata Euridice, Orfeo era riuscito a convincere, col suono melodioso della sua lira, Ade a farla tornare in vita. Ma non riuscì a mantenere il patto di non voltarsi fino all’uscita della grotta, così Euridice non poté più tornare sulla Terra. La tragica storia di amore tra il mezzo dio e la ninfa ha dato le basi al libretto da cui è nata la prima opera lirica nel lontano ‘600.
Da sempre considerata un’arte adatta ai pochi intellettuali d’elités, oggi parte della lirica sta tentando di venire incontro ad un pubblico più vasto, fatto di grandi e piccoli, letterati o meno.
“Piccola Lirica” è un progetto che rientra proprio in quest’ottica.
L’obiettivo è quello di mettere in scena i grandi capolavori del repertorio operistico italiano, rivisti grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, raggiungendo una forma di spettacolo alto ma disinvolto.
Ispirata alla formula degli “Shakespeare tascabili”, “Piccola Lirica” presenta al Teatro Flaiano di Roma la “Tosca” di Giacomo Puccini.
L’innovazione principale di questa nuova tipologia di spettacolo, in scena fino al 27 maggio, è la musica, che rappresenta qui la fusione tra la figura del musicista tradizionale, la tecnologia digitale e i sistemi informatici midi.
Altro spettacolo innovativo è “La Dame aux Camelias”, ispirato al romanzo omonimo di Alexandre Dumas.
Il Balletto, in scena alla Teatro della Scala di Milano fino al 31 marzo, sfrutta tecniche cinematografiche e monta le scene in modo da far rivivere Marguerite attraverso il ricordo di Armand.
Il lavoro del coreografo Neumeier rende in questo modo il dramma danzato molto più vicino allo spettatore.






















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