Renoir a Londra: visioni della natura
Tinte chiare e lucenti, colori vividi, trasmessi sulla tela con pennellate veloci. Lo spazio sempre più vasto e composito. Lo scorcio di un bosco incantato, alberi avvolti da una nebbia sottile, atmosfere languide di scenari africani. La natura è ritratta con una tecnica pittorica nuova, esuberante, inaspettata.
La National Gallery di Londra fino al 20 maggio rende omaggio alla pittura di paesaggio di Pierre-Auguste Renoir, con la più vasta rassegna sull’artista organizzata nel Regno Unito negli ultimi decenni.
La mostra “Renoir Landscape 1865-1883” offre allo sguardo dei fortunati visitatori circa settanta quadri, provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo.
Renoir dipinse paesaggi soprattutto nei primi vent’anni della sua eccezionale produzione artistica, quella meno nota; ma proprio questi dipinti ebbero un ruolo fondamentale sul piano dell’innovazione di Pierre-Auguste, che andava in cerca di un approccio più audace di molti suoi colleghi impressionisti.
Il percorso ha inizio nel 1865, quando il giovane incontra Monet, Bazille e Sisley. Ecco la creazione dell’incantevole “Una radura nel bosco”, poi “La Grenouillère”, del 1869.
Intorno al 1870 Renoir raggiunge l’ambito traguardo di una cifra stilistica originale e inconfondibile, come traspare nell’opera “I mietitori”.
Nuovi cambiamenti si affacciano sugli abbaglianti orizzonti dei paesi del Sud, negli anni Ottanta, quando Renoir è in Italia e in Algeria, dove fa tesoro di sfumature bruciate e di luci accecanti, come in “Piantagione di banane” e “Le jardin d’essai à Alger”.
L’esposizione di Londra si chiude con una splendida serie di olii realizzati nell’estate del 1883 a Guernsey, tra cui “Nebbia a Guernsey”.






















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