La forma dell’arte cangiante
Le opere di Giulio Turcato
Museo d’Arte Moderna ed Ex Aurum, Pescara
.: quando:
dall'8 dicembre 2007 al 2 marzo 2008
La mostra occuperà tutti gli spazi del Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna mentre alcune tele di grandissime dimensioni (tra queste la celebre “Superamento” realizzata per la Biennale di Venezia negli anni 1984-85) verranno esposte nel salone centrale dell’Ex Aurum, a creare un insieme veramente monumentale.
Pescara omaggia Giulio Turcato (1912-1995), a dodici anni dalla sua scomparsa, con la mostra “Giulio Turcato: la forma del fuoco” allestita fino al 2 marzo 2008.
La mostra abruzzese presenta un centinaio di opere, quasi tutte provenienti dall’Archivio Turcato, datate dal 1937 al 1992 (anno in cui s’interrompe la parabola creativa dell’artista): un tracciato che esplora per intero l’intensa attività di Turcato, attraverso molti lavori assolutamente inediti.
Giulio Turcato viene considerato uno dei più significativi interpreti dell’astrattismo pittorico in ambito internazionale, ma il suo lavoro è assai articolato e complesso, con straordinarie sortite nell’ambito della scultura e della scenografia.
Partito dalla lezione di Cézanne e Matisse, dei futuristi (soprattutto Giacomo Balla), l’artista ha fatto della forma-colore la ragione di una ricerca che va oltre l’informale.
Così, i Reticoli e gli Arcipelaghi si alternano con le Superfici lunari in gommapiuma e fanno da contraltare alla serie dei Cangianti, dove il colore diventa protagonista di un’ipotetica partitura musicale.
“Queste immagini, sensazioni, materiali, memorie, illusioni, allucinazioni, forme, itinerari, sono il mio bagaglio aperto alla dogana del prossimo millennio”, ha scritto Turcato.
Un’affermazione che potrebbe essere letta come una dichiarazione di poetica da parte di un artista che ha svolto un compito essenziale nel liberare l’arte dalle convenzioni accademiche, in un percorso originale e solitario.






















Scrivi un commento!