Sublimi, orridi contrasti armonizzati
Personale di Cyprien Gaillard
Complesso Museale Santa Maria della Scala, Siena
.: quando:
dal 19 dicembre 2008 al 1° marzo 2009
“Cosa è giusto conservare o demolire? E chi è che può ergersi, oggi, a giudice?”
La domada risuona lapidaria alla fine del percorso della mostra “Cyprien Gaillard” allestita a Siena all’“sms contemporanea”, il Centro d’arte contemporanea del Santa Maria della Scala.
Non per niente la prima personale italiana del giovane artista francese Cyprien Gaillard (Parigi, 1980) si chiude con una serie di fotografie di grande formato, tra le quali risalta “La Grande Allée du Chateau de Oiron” (2008).
La foto documenta il viale che conduce a una dimora storica – notificata e considerata patrimonio artistico e architettonico nazionale – che l’artista ha lastricato con i detriti derivanti dalla demolizione di un edificio popolare della cittadina di Issy-les-Moulineaux.
La mostra mette in risalto le relazioni fra le pratiche artistiche e le strategie visive adottate negli anni Settanta e il presente, e riflette su temi come l’utilizzo e l’occupazione dello spazio pubblico, il paesaggio urbano, i rapporti fra centro e periferia, la convivenza metropolitana, le politiche abitative e l’urbanistica.
Dei variati linguaggi espressivi di Cyprien Gaillard si è scelto di dare risalto alla produzione filmica, presentando alcune delle opere più recenti e significative, che trovano una stupenda ambientazione nelle sale di San Galgano e Sant’Ansano, giusto accanto al Pellegrinaio.
Una serie di schermi sospesi accoglie l’osservatore, fino al 1° marzo, in una fuga d’immagini che, come in una carrellata cinematografica, lo accompagnano in un crescendo emotivo.
Si va da silenziose esplosioni che avvolgono bucolici paesaggi in una nube candida di fumo, a una spensierata giornata sulle sponde di un lago sullo sfondo di un’architettura dechirichiana e uno strano e cruento incidente per finale.
Nell’opera di Gaillard c’è un certo gusto per il punk e l’inquietante, un sottotono di violenza metropolitana e una forma di riscatto sociale “vandalico”.






















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