Roy, fu solo pop?
Roy Lichtenstein. Meditations on Art
la Triennale, Milano
.: quando:
dal 26 gennaio al 30 maggio 2010
È la prima retrospettiva di Roy Lichtenstein che faccia il punto sulle opere che l’artista pop realizzò appropriandosi delle immagini provenienti dalla storia dell’arte moderna, mettendo in luce il debito che il Postmoderno ha nei confronti dell’artista newyorkese.
Realizzata in collaborazione con The Roy Lichtenstein Foundation, l’esposizione include oltre cento opere, tele per lo più di grande formato, oltre a numerosi disegni, collages e sculture provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private internazionali.
Si parte dai lavori degli anni ’50, poco conosciuti e in buona parte esposti per la prima volta, nei quali l’artista rivisitava iconografie medievali e reinterpretava dipinti di artisti americani, ricalcando gli stilemi espressivi dell’astrattismo europeo e, in particolare, gli universi di Paul Klee e di Picasso.
In questa fase l’artista mescolava il modernismo proveniente dall’Europa con i vernacoli della storia e della cultura americana: gli indiani e il Far West, le scene di vita dei pionieri alla conquista delle terre, gli eroi e i cow-boy.
Nel periodo eroico della Pop Art, i primissimi anni sessanta, Lichtenstein definisce il proprio stile e linguaggio pittorico, e inizia una rivisitazione di opere celebri di artisti del passato più o meno recente.
La rielaborazione di opere di Picasso, Matisse, Monet, Cézanne, Léger, Marc, Mondrian, Dalì, Carrà, è concepita a partire dalle pubblicazioni a scopo divulgativo: un modo per riportare (ridurre) la dimensione ineffabile della pittura a quella di “oggetto stampato” e commercializzato.
“Roy Lichtenstein. Meditations on Art” è alla Triennale di Milano dal 26 gennaio al 30 maggio.






















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