Londra rende omaggio a Waterhouse
Mostra su John William Waterhouse
Royal Academy of Arts, Londra
.: quando:
dal 27 giugno al 13 settembre 2009
Ofelia lascia la sua triste vita scivolando in una dolce follia. La Dama di Shalott si spegne lentamente, mentre una cupa barca la porta verso Camelot. Circe, con aria assorta e maligna, prepara un incantesimo crudele.
Sono alcune delle immagini evocate dai dipinti di John William Waterhouse, uno dei principali artisti della confraternita dei Preraffaelliti, la corrente pittorica che ha segnato l’epoca vittoriana.
Questi raffinati artisti hanno dato vita a opere di rara suggestione, dove simboli e riferimenti letterari si intrecciano ad atmosfere fatate e misteriose, spesso intrise di sottile, languida sensualità.
Waterhouse dipinse opere indimenticabili, attingendo, come molti degli altri esponenti del movimento, alla mitologia classica, ai temi di ispirazione medievale come il ciclo arturiano, e ai drammi di Shakespeare.
La Royal Academy of Arts di Londra rende omaggio al grande pittore inglese con un’ampia retrospettiva dal titolo “J.W. Waterhouse: The Modern Pre-Raphaelite” , che comprende oltre quaranta capolavori provenienti da collezioni sia pubbliche che private.
È d’obbligo citare “The Lady of Shalott”, “Hylas and the Nymphs”, “Circe Poisoning the Sea”, “A Mermaid”. In particolare, lo splendido dipinto “Hylas and the Nymphs” è una summa delle tematiche e dello stile preraffaellita. Il giovane che si lascia sedurre dalle bellissime ed efebiche ninfe altri non è che il mitologico Ila, uno degli Argonauti.
L’artista ha dipinto forse le più sensuali “lolite” della pittura: un intrigante mescolanza di candore ed erotismo adolescente. Ma uno spettatore attento è capace di cogliere l’unione di Amore e Morte in questo intrigante gioco di seduzione.
Le fanciulle afferrano Ila per portarlo con loro nell’abisso, e lo scenario a prima vista idilliaco dello stagno incantato, cela in realtà profondità oscure, creature ignote, presagi di morte, e quelle acque torbide e verdastre non possono che significare inganno, rovina, eterne prigionia.
Le opere sono accompagnate da studi in olio, gesso e matita, fotografie dell’epoca, album di schizzi e anche dai libri di Tennyson e Shelley, da cui Waterhouse trasse gli spunti per molte opere. La rassegna è aperta fino al 13 settembre 2009.






















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