Futurismo dal tramonto all’alba
Notte Futurista a Roma
luoghi vari, Roma
.: quando:
20 febbraio 2009
All’interno di Futuroma, si accende la notte futurista: il 20 febbraio 2009 infatti è prevista una serie di iniziative spettacolari tra musica, teatro e performance di pittura. Ecco alcuni degli eventi da non perdere.
Il grande artista inglese Brian Eno dà appuntamento con una stupefacente installazione di suoni e luci a Palazzo Ruspoli. L’installazione sarà visibile fino al 15 marzo, mentre le altre iniziative si chiuderanno nell’arco della lunga nottata futurista.
La creazione di Brian Eno, dal titolo “Presentism Time and Space in the Long Now” illustra la relatività dello spazio e del tempo nell’universo sonoro che ci circonda. Eno è stato il primo a concepire musica per spazi non convenzionali, “immergendo” l’ascoltatore in un ambiente e mantenendo in stretta relazione la mente, il corpo e gli strumenti tecnologici.
La notte è anche luce: Piazza Venezia e Piazza del Popolo saranno collegate dalla luce grazie al progetto “Nuove Iridescenze” del regista Giancarlo Cauteruccio, che ha creato un’architettura di laser, una sorta di teatro iridescente e dinamico.
La notte è teatro: a Piazza San Lorenzo in Lucina, prende vita lo spettacolo “Visioni Simultanee”, di Alessandra Vanzi e Marco Solari, che per 45 minuti rende omaggio al senso di libertà, di gioco, di invenzione che il Futurismo ha trasmesso.
Un gruppo di artisti dà vita a una performance basata sulla simultaneità e sulla sorpresa: in scena ci sono sette attori seduti alle loro macchine da scrivere, che recitano brani futuristi, e vengono interrotti da incursioni di danza e di coreografia.
Infine, da non perdere anche la performance di pittura estrema a Piazza Colonna: l’artista Giuliano Del Sorbo dipingerà una grande tela eretta sulla facciata della redazione del quotidiano “Il Tempo”.
La performance sarà accompagnata dall’esecuzione dell’op. 30 “Inno alla vita” del compositore futurista Pratella. La performance è “estrema” perché unica e irripetibile, perché viene realizzata sotto gli occhi del pubblico, senza che il pittore possa effettuare ripensamenti, e anche perché gli spettatori vivono la creazione dell’opera con un forte coinvolgimento.






















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bella storia…..l’arte deve vivere e far vivere una città come roma e il popolo che la vive….tali spettacoli vanno aumentati ed estesi a più artisti dandogli cosi la possibilità di lasciare il loro messaggio ; essere capiti ; liberi di esprimere arte senza far capo a soldi e continue ricerche di spazi ; insomma la città è grande perchè non si aumenta l’intensità di arte espressione e si da spazio agli emergenti , ignoti , casuali , affermati , novelli ecc ecc……………..