Niente sacchetto, e il cormorano ringrazia!
Porta la Sporta
tutta Italia
.: quando:
dal 17 al 24 aprile 2010
“Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli.” Questo è un bel proverbio dal sapore di saggezza, e come tutte le belle frasi fa tanta emozione, poi però la vita è impastata di azioni e non di parole. E allora è ancor più bello poter passare ai fatti!
Un modo concreto per aiutare tutti i giorni in maniera semplice ed efficace la Natura, lo suggerisce l’iniziativa “Porta la Sporta”.
Perché usare per pochi minuti un oggetto che può durare anche cento anni?
Ovvero perché usare il sacchetto di plastica, che spesso ci viene dato “gratuitamente“, ma per cui tutti paghiamo un caro prezzo!
Costituisce un’inutile spreco di risorse energetiche non rinnovabili, essendo un derivato del petrolio. Deturpa e inquina per centinaia di anni ogni luogo del pianeta. Per opera di agenti naturali e attraverso scarichi e corsi d’acqua raggiunge mari e oceani dove diventa un serial killer.
I sacchetti uccidono ogni anno oltre centomila esseri viventi: mammiferi marini, tartarughe, uccelli… che li inghiottono scambiandoli per cibo o che vi rimangono intrappolati morendo per fame o asfissia.
La borsa è l’unico antidoto efficace contro la dipendenza da sacchetto!
Vale sempre la “regola delle 3 ERRE”: Riduci, Riusa, Ricicla.
Cerchiamo di riattivare le usanze delle nonne e delle bisnonne, che l’avvento del sacchetto “uso, getto e menefrego” ha messo in disuso.
L’iniziativa “Porta la Sporta”, lanciata da WWF, Italia Nostra, FAI e Adiconsum, va dal 17 al 24 aprile.
Per fortuna io ho un’amica che sempre si “porta la sporta” in tela sottile appresso, fatta su a pallina. Così, ogni volta che va a fare la spesa, pazientemente sbroglia la borsa appallottolata e fa un atto concreto per aiutare i cormorani, i cigni, gli gnu, le foche, i gerenuk, le tartarughe, e i prati, e i mari e le farfalle e gli alberi e le nuvole bianche nel cielo blu.
Recita un proverbio Tuaregh: “La pazienza è un albero: le radici sono molto amare, ma i frutti dolcissimi.”
E in effetti questa Simona è una personcina deliziosa, sensibile e rispettosa di Mamma Terra.






















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