Scatti alla fine del mondo
“I luoghi hanno memoria. Ricordano tutto. Il ricordo è inciso nella pietra. È più profondo delle acque più profonde. È come sabbia delle dune, che si sposta di continuo.”
Così parla Wim Wenders e la mostra “Wim Wenders. Immagini dal pianeta terra”, allestita dal 14 luglio al 27 agosto, è una piacevole sorpresa.
Il regista tedesco espone alle Scuderie del Quirinale, a Roma, le proprie creazioni: sempre realizzate dietro un obiettivo, ma questa volta quello della macchina fotografica.
Sono 61 scatti, alcuni di grande formato (quasi cinque metri di lunghezza), che Wenders ha realizzato in più di vent’anni.
Paesaggi sconfinati si stendono di fronte a chi guarda le foto: gli elementi primordiali, l’acqua, la terra e l’aria; i deserti e le montagne sovrastano lo spettatore, con il loro vuoto e la loro maestà, sempre con scarsa presenza di tracce umane.
Dice Wenders: “In un film i luoghi devono necessariamente giocare un ruolo secondario rispetto alla storia e ai personaggi. Nelle fotografie posso dar loro il ruolo centrale”.
Inoltre ogni sera sulla terrazza delle Scuderie del Quirinale verrà proiettato un film di Wenders o di un regista a lui affine, per la rassegna “Wim Wenders e gli amici americani”.
Un’occasione per rivedere capolavori quali “Paris, Texas”, “Fino alla fine del mondo”, “Buena Vista Social Club”.






















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