A Perugia… si gareggia in nome dell’arte
La collezione Phillips e la collezione Ricci Oddi
Palazzo Baldeschi al Corso, Perugia
.: quando:
Dal 15 settembre 2008 al 18 gennaio 2009
I maestri dell’Impressionismo e gli esponenti principali delle Avanguardie europee sono i protagonisti di uno degli eventi culturali più importanti dell’anno, che mette a confronto due diverse collezioni artistiche, nate da gusti e passioni differenti.
Dal 15 settembre 2008 al 18 gennaio 2009, la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ospita nella propria splendida sede espositiva di Palazzo Baldeschi al Corso, un interessante confronto tra la collezione degli americani Duncan e Elisa Phillips e quella del nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi.
L’esposizione perugina ha infatti un doppio titolo: “Da Corot a Picasso” e “Da Fattori a de Pisis”. Dagli Stati Uniti giunge una collezione che comprende opere di artisti come Corot, Courbet, Manet, Monet, Bonnard, Van Gogh, Cézanne, Modigliani, Kandinsky, Braque e Picasso.
La collezione di Giuseppe Ricci Oddi invece vanta capolavori dell’arte italiana come i dipinti di Fattori, Carrà, Casorati, Campigli e De Pisis.
Il prestigioso Palazzo Baldeschi al Corso si conferma così come una sede privilegiata per le mostre più importanti della regione Umbria. La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia dimostra di saper ampliare il proprio interesse anche all’arte contemporanea, facendo riferimento a un contesto internazionale.
Proprio grazie all’unione tra le collezioni Phillips e Ricci Oddi, i visitatori possono ammirare una così grande quantità di capolavori realizzati dai più straordinari esponenti della pittura tra Ottocento e Novecento, in Italia e in Europa.






















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Spett.Direzione,
un appello al VS intelligente interesse per le cose dell’arte e della cultura nella certezza che questa mia giunga a sollecitare un posibile interesse verso un periodo storico che riguardano gli autori della generazione nata anagraficamente fra gli anni 1920-24;1924-37,40,43,47 e qui mi fermo,perchè poi il 68 ha distrutto i valori esteteci esaltando quelli etici, per cui l’arte come le scuole ad indirizzo artistico hanno perduto il proprio ruolo di cultura se non quella bene rappresentata dalle transavanguardie capeggiate dallo storico Bonito Oliva e dai suoi seguaci:CHIA,CLEMENTE,CUCCHI,PALADINO intrisi solo di protagonismo e idiozie formali buone a compromettere pagine nobili dell’arte che autori come VESPIGNANI,G.FERRONI,T.FERRONI,e tanti altri avevano saputo scrivere rappresentare, oggi dimenticati, non parlando poi dei figli di questi grandi interpreti (la mia generazione1937) totalmente ripudiati, molti dei quali oggi in stato di depressione totale perchè non c’è nulla a loro favore. LO stesso Piero Guccione il più noto fa quelli nati nel 1936-37 è stato ridotto a macchina produttiva commerciale.Mi fermo quì per non creare polemiche inutili e dare l’impressione di essere quello che non voglio apparire:UN FALLITO DELL’ARTE che si lamenta ma la certezza di avere depositato questa mia in uno splendido terreno in cui fare rifiorire una speranza.Grazie-Giovanni Spinicchia.