Quando l’arte innovativa era… periferica
Hot Spots
Kunsthaus, Zurigo
.: quando:
dal 13 febbraio al 3 maggio 2009
Quando pensiamo a un movimento artistico spesso lo associamo a metropoli come Londra, New York o Parigi. Tuttavia, nella seconda metà del Novecento, ci sono stati altri luoghi nei quali si è sviluppata l’arte più innovativa e sperimentale.
Alcune delle tendenze più significative del XIX secolo infatti sono nate in città considerate “periferiche” come Rio de Janeiro, Los Angeles, Milano e Torino. L’esposizione “Hot Spots. Rio de Janeiro/Milano/Torino/Los Angeles”, aperta presso la Kunsthaus di Zurigo, vuole rendere omaggio a queste fucine d’arte.
La mostra, aperta dal 13 febbraio al 3 maggio 2009, ricorda al pubblico l’importanza di quelle che tra la metà degli anni Cinquanta e i tardi anni Sessanta furono veri e propri centri di sperimentazione e terreni fertili per le nuove tendenze artistiche.
A Rio de Janeiro, alla fine degli anni Cinquanta, grazie al clima di ottimismo imperante, si sviluppò un’identità culturale moderna, post coloniale, espressa dall’architettura di Oscar Niemeyer, dalla musica bossa nova, dal linguaggio formale della pittura, della scultura e del design.
A Milano e Torino agiscono personaggi del calibro di Lucio Fontana e Piero Manzoni e gli esponenti del movimento dell’Arte Povera tra cui Mario Merz e Michelangelo Pistoletto: tutti sperimentatori di una nuova idea di opera d’arte e di creatività, orientata verso un interesse formale e astratto.
A Los Angeles Ed Ruscha e Billy Al Bengston prendono spunto dai culti della California (il corpo, l’automobile, la star), per dare vita a un nuovo vocabolario simbolico.
La mostra riunisce le opere di numerosi artisti come artisti Lygia Clark, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto, John Baldessari, David Hockney, Dennis Hopper, Edward Kienholz e molti altri.





















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