Caro Diario, ti dipingo
Renato Mambor. In prestito dall’infinito
Castel Sant'Elmo, Napoli
.: quando:
dal 14 febbraio al 31 marzo 2009
“Io dico che l’arte serve a pulire lo sguardo. I sensi sono offuscati dalle abitudini e tutto ciò che si fa e si pensa diventa immagine, stereotipo, filtro davanti agli occhi. L’arte insinua un cuneo in questo meccanismo spersonalizzante e ha il potere di ribaltarlo.
In definitiva è un piccolo sforzo per muovere il pensiero”. Questo dichiara Renato Mambor.
La suggestiva cornice napoletana di Castel Sant’Elmo ospita la grande antologica “Renato Mambor. In prestito dall’infinito” a cura di Achille Bonito Oliva, dal 14 febbraio al 31 marzo.
Fin dai suoi esordi, alla fine degli anni Cinquanta, Renato Mambor usa una forma espressiva a-soggettiva e impersonale, che mira, secondo le parole dell’artista, a “togliere l’io dal quadro”.
In mostra settanta opere dagli anni Cinquanta a oggi tra cui diversi inediti molti dei quali creati per questa occasione.
Nucleo tematico dell’esposizione è la relazione fra lo straordinario Diario degli Amici del 1967 e l’inedito Diario del 2007 a cui è dedicata una sala.
Sono “diari” composti da tavole realizzate da amici dell’artista, con il fine di rappresentare gli elementi costitutivi del linguaggio della pittura: la forma, il colore, la materia, il movimento, il tempo.
Il largo corridoio di Castel Sant’Elmo si apre in quattro nicchie in cui sono collocate quattro sculture in legno dal titolo “Portatori” (legno dipinto, 2008): profili somiglianti all’autore accostati a recipienti in legno contenenti mattoni, scarpe, specchi e farina.
Tra le opere esposte si evidenzia “Sprint” (tecnica mista, 2008): alcune biciclette destrutturate sono bloccate da tavole di legno e poste l’una accanto all’altra; un’unica bicicletta è spostata più avanti e rompe la simmetria indicando una transizione di fase, un movimento, un’azione.
Sagome e segnali stradali, ricalchi fotografici, timbri con omini, tele eseguite con rulli da tappezzeria, costituiscono in Mambor la cifra di riduzione stilizzata delle icone della cultura massmediale.






















Scrivi un commento!