Terra di nessuno e paesaggio interiore
Terreni, suoli, superfici. Luoghi marginali, spersonalizzati, privi di storia e di riconoscibilità. Terre di nessuno, in cui l’entropia regna sovrana, e polverizza ogni traccia di personalità e di bellezza. Dove si spegne la possibilità di un legame, anche sottile, tra colui che osserva e l’oggetto, questo ambiente desolato, da cui tuttavia scaturisce ancora almeno l’idea di paesaggio, mutevole e incostante.
Il suolo diventa l’emblema della periferia del mondo occidentale nel video dell’artista Elisabetta Benassi, presentato all’interno dell’evento “Elisabetta Benassi, Site Specific #2”, realizzato in Sardegna per il ciclo dei progetti “Site Specific”.
Il lavoro è visibile al pubblico presso il Museo Man di Nuoro fino al 2 settembre 2007. Si intende così promuovere un dialogo fertile tra lo spazio espositivo, inteso come luogo privilegiato di promozione culturale, e il territorio.
Il museo ospita anche la mostra “Il luogo ideale. Il paesaggio simbolista in Francia”, sempre fino al 2 settembre.
Qui si contempla una natura poetica, arcana e ricca di magia. 84 opere di artisti francesi che raccontano il paesaggio come di una sensibilità soggettiva e individuale, tipica del movimento simbolista. I suggestivi panorami racchiudono misteri, misticismo, inquietudine.
I pittori simbolisti non si limitavano infatti a realizzare una copia della realtà e della natura ma cercarono sempre di esplorare la dimensione dell’interiorità, dell’immaginazione e del sogno, trascendendo il dato visibile e dando vita a un mondo interiore e segreto.





















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