Artemisia, il genio della rivalsa
Artemisia Gentileschi. Storia di una passione
Palazzo Reale, Milano
.: quando:
dal 22 settembre 2011 al 29 gennaio 2012
“Per la prima volta l’ampia monografica milanese dà spazio all’intera produzione di questa eccelsa protagonista del Seicento europeo, seguendola, con documenti editi ed inediti, nelle sue non comuni esperienze di vita e riscoprendo un’artefice completa, di indubbio talento, che si è espressa in una variegata gamma di temi e generi pittorici”.
Chi scrive non potrebbe trovarsi più d’accordo con le parole del comunicato stampa. Finalmente una grande antologica viene dedicata ad Artemisia Gentileschi, splendida e intrigante protagonista del Seicento Europeo. Artemisia fino al secondo dopoguerra fu considerata soprattutto una famosa vittima di stupro e protagonista di una delle cause célèbre più note della storia, anziché una pittrice eccezionale quale era.
L’esposizione, dal titolo Artemisia Gentileschi. Storia di una passione, è aperta a Palazzo Reale a Milano fino al 29 gennaio 2012.
Vissuta durante la prima metà del Seicento, si ispirò al rigore disegnativo del padre Orazio, pittore di successo, ma attinse sopratutto alla forza drammatica del Caravaggio. Artemisia si formò presso la bottega del padre, dove subito si fece notare per il precocissimo e insolito talento.
La giovane artista visse sempre a stretto contatto con pittori e artigiani ed ebbe la fortuna di potersi esprimere in un’epoca che negava alle donne “qualsiasi accesso alla sfera del lavoro e la possibilità di crearsi un proprio ruolo sociale”.
La vicenda dello stupro influì inevitabilmente non solo sulla vita ma anche su molte opere di Artemisia. Il suo violentatore, il pittore Agostino Tassi, era solito frequentare la casa dei Gentileschi. Durante il celeberrimo processo, la ragazza depose sotto tortura e fornì un resoconto estremamente crudo della violenza subita.
Uno dei dipinti più significativi dell’artista, dal titolo Giuditta che decapita Oloferne (1612-13), è stato non a caso interpretato in chiave psicologica e psicoanalitica (spesso non esente da sfumature femministe) come desiderio di rivalsa e vendetta.
La rassegna di Palazzo Reale è divisa in quattro fasi: gli inizi a Roma sotto l’influenza del padre Orazio, gli anni a Firenze, il ritorno a Roma all’inizio degli anni Venti e l’ultimo periodo a Napoli, dove rimase fino alla morte.






















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