Fragile è il corpo nell’ex Mattatoio
A Roma l’ex stabilimento Peroni progettato all’inizio del Novecento è uno dei rari esempi di archeologia industriale presenti nella capitale.
Fino al 1971 ha ospitato le attività produttive della Birra Peroni.
Poi dal 1999 è stata felicemente riconvertita in location per l’arte contemporanea.
Insieme all’altra sede, dislocata nei due padiglioni dell’ex Mattatoio a Testaccio di fine Ottocento, costituisce oggi il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma.
Per diversi anni, il Mattatoio è stato considerato fra i più importanti edifici industriali per la modernità e la semplicità della sua architettura.
Oggi diventa una vivace area di fermento artistico, dove troveranno espressione le avanguardie dell’arte.
La sezione Macro Future, viene inaugurata il 21 aprile con una collettiva dei più celebri protagonisti della scena artistica internazionale.
“Into Me, Out of Me”, realizzata in collaborazione con New York e Berlino, ha come tema il corpo, indagato nelle sue molteplici funzioni e suggestioni.
Circa centoventi artisti, tra i più importanti del panorama internazionale, esplorano la dimensione interna ed esterna del corpo umano, esaminandone la fisicità e la fragilità, nei vari aspetti della vita del corpo: la violenza, i processi metabolici e organici, la sessualità e la riproduzione.
Ci sono opere di videoarte, installazioni, sculture, opere pittoriche e fotografie, e tra gli artisti l’americano Matthew Barney, fino a fine settembre.
MACRO Future è aperto, con ingresso gratuito, dalle 16 alla mezzanotte.






















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