A volte ritornano… Fortunatamente!
Capolavori archeologici restituiti dagli USA
Quirinale, Roma
.: quando:
dal 21 dicembre 2007 al 2 marzo 2008
Un milione di lire e un maialino: tanto bastò al committente per assicurarsi il lavoretto del tombarolo, che trafugò da Sant’Agata dei Goti l’enorme cratere firmato dal pittore pestano Assteas con il ratto d’Europa.
Per tanto tempo è stato facile razziare opere d’arte dal territorio italiano, complice la connivenza dei musei e dei collezionisti privati stranieri.
“Nostoi. Capolavori ritrovati”, allestita al Quirinale dal 21 dicembre 2007 al 2 marzo 2008, testimonia la felice inversione di tendenza.
Le opere ritornano (nostoi, ovvero coloro che ritornano, come nell’epica greca, come in un’odissea), restituite da musei come il Getty Museum di Los Angeles, il Fine Arts di Boston, il Met di New York.
Spesso l’accordo trovato è stato di offrire opere in prestito in cambio della restituzione di capolavori rubati.
Nella splendida sala Papa Alessandro VII Chigi saranno esposte (ingresso libero) 68 opere di grande valore.
Tra queste, il frammento di una maschera d’avorio della seconda metà del I secolo a C, forse il ritratto di Giunone o d’Apollo, un grande bacile in marmo dipinto strappato da una ricchissima tomba apula mai più ritrovata; poi la grande e bella statua di Vibia Sabina, la moglie dell’imperatore Adriano.
E ancora kylix (coppa da vino in ceramica), crateri, anfore; e affreschi strappati da ville vesuviane, statue, coppe, persino bronzi etruschi rubati da musei.
Straordinario e di valore inestimabile è un gruppo scultoreo con due grifoni che sbranano una cerva. Proviene, come il grande bacino in marmo dipinto, da una tomba apula del IV secolo a.C..
E nel 2010 tornerà in Sicilia, da dove fu sottratta, anche la “Venere di Morgantina”.






















Scrivi un commento!