Laocoonte e la Roma d’Abruzzo
Fino al 10 dicembre prosegue presso l’Accademia belgica la mostra “‘Poco grano molti frutti”, dedicata alla splendida colonia romana Alba Fucens, nota come la “piccola Roma d’Abruzzo”, quasi inaccessibile tra i monti.
Si potranno visitare 50 anni di archeologia, tra materiale di scavo, documenti di archivio e fotografie della colonia nata per controllare i territori della tribù italiche.
Va dal 18 novembre al 28 febbraio 2007 la mostra sul Laocoonte, nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni dei Musei Vaticani.
L’atto di nascita dei Musei risale al 1506, segnato proprio dal ritrovamento del Laocoonte a Roma e dalla sua acquisizione da parte di Papa Giulio II.
Laocoonte, sacerdote troiano, cercò invano di convincere i suoi concittadini a non far entrare nella città di Troia il cavallo lasciato dai greci che avevano sciolto l’assedio alla città.
Atena, che parteggiava per i greci, per evitare che il suo consiglio trovasse ascolto, fece uscire dal mare due serpenti marini i quali, nelle loro spire, soffocarono Laocoonte insieme ai suoi due figli, come rappresentato nella scultura greca.
Il gruppo del Laocoonte fu ritrovato a Roma agli inizi del Cinquecento, ridotto in più frammenti e incompleto.
Secondo le concezioni estetiche del tempo, il gruppo fu oggetto di un pesante restauro di ripristino reintegrando quasi tutte le parti mancanti con parti scolpite ex novo.






















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