Come tempesta di sabbia che tutto dipinge
Antoni Tàpies Materia e Tempo
MARCA, Museo delle Arti Catanzaro
.: quando:
dal 12 dicembre 2009 al 14 marzo 2010
“L’idea essenziale che mi viene in mente, è trovare un’arte che stimoli una visione in profondità, che ci avvicini alla realtà autentica, alla vera natura dell’uomo. Con un approccio il più intenso possibile, si può entrare nel centro dell’universo”.
Antoni Tàpies nasce a Barcellona nel 1923. Nel 1984 inizia a lavorare al progetto della Fundació Antoni Tàpies di Barcellona che viene inaugurata nel 1990. E fino al 14 marzo la personale “Antoni Tàpies Materia e Tempo” omaggia l’ottantaseienne maestro spagnolo.
Il MARCA, Museo delle Arti Catanzaro, indagare l’opera di uno dei maggiori protagonisti dell’arte europea.
È esposto un gruppo di lavori monumentali, in gran parte mai visti in Italia, focalizzati sull’indagine degli ultimi tre decenni.
Va segnalata la presenza dei “muri”, una serie di grandi opere degli anni ottanta dove l’artista interviene su lastre di lava smaltate. Tali lavori sono stati esposti una sola volta nel 2004 durante una retrospettiva al Museo Reina Sofia di Madrid.
Sono opere dallo straordinario potere evocativo dove la terra, come materia prima, diventa luogo di riflessione cosmico ma anche campo di battaglia, giardino e terreno di gioco.
La riflessione sulla materia del resto caratterizza tutta l’indagine del maestro spagnolo, una delle figure centrali del dopoguerra che ha avuto un forte influsso sulle esperienze di artisti quali Joseph Beuys e Jannis Kounellis.
Particolarmente significativa proprio la riflessione di Jannis Kounellis, protagonista dell’arte povera: “Parlare di Antoni Tàpies è come guardare la sabbia desertica che si alza nel cielo tempestoso e, ricadendo con furia, dipinge tutto ciò che trova, di sabbia”.
Sono oltre 50 le opere esposte negli spazi del MARCA, tra dipinti, sculture, muri, disegni, composizioni grafiche e libri illustrati.
Nell’ambito della mostra, le opere recenti vengono poste in relazione con una serie di composizioni storiche come accade con Figura Pajsage en gris del 1956 proveniente dal Mart di Rovereto, dove la componente monocromatica accentua la presenza di esili segni o graffiti che evocano vere e proprie forme archetipali.





















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