Alla Stazione Termini arriva Caravaggio
Torna per la prima volta a Roma, dove fu realizzata da Caravaggio tra il 1601 e il 1602, “La Vocazione dei Santi Pietro e Andrea”.
“Il Caravaggio dei Windsor” dalla Royal Gallery di Hampton Court arriva dal 21 novembre al GATE di Roma, nell’ambito della mostra “Il Caravaggio della Regina dalle tenebre alla luce. Come lavorava Caravaggio”.
GATE (TErmini Art Gallery) è il nuovo spazio espositivo per l’arte contemporanea a Roma, situato presso l’Ala Mazzoniana della Stazione Termini, un capolavoro dell’architettura razionalista italiana, dotato di peculiarità strutturali e logistiche assolutamente uniche in tutta Europa.
Grazie al lavoro di Sir Denis Mahon, il massimo esperto e studioso dell’arte del ‘600, la tela ha ritrovato la certa illustre paternità di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.
La tela, eseguita dal Caravaggio nel 1601 o 1602, e poi comprata da Carlo I nel 1637 a Genova, per anni fu attribuita alla scuola del Caravaggio, perché riverniciata parecchie volte, senza togliere lo sporco.
Oltre ad un numero selezionato di tele, il percorso espositivo comprenderà radiografie e riflettografie di alcune opere.
Emergerà che la genesi delle opere era complessa: il Maestro copiava dal naturale direttamente sulla tela con disegni a pennello, che indicavano sommariamente la composizione e che, attraverso pentimenti, ripensamenti e modifiche successive, erano elaborati fino ad arrivare alla versione finale del dipinto.






















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Le opere di Caravaggio: capolavori di bellezza, di luce, di espressioni, di situazioni, di colori; vere e proprie fotografie fatte col pennello e colori, uniche e irripetibili, non hanno prezzo anche per chi ha la possibilità di visionarle per poco tempo. Le emozioni che provocano restano indelebili nella memoria dell’ammiratore che grazie all’impegno dei promotori hanno la possibilità di visionarle. Resta l’amarezza di doversi accontentare di ammirare solo poche opere, come nell’esposizione di Roma Termini.
Solo i colori del Caravaggio valgono la pena di incatenare lo sguardo nei suoi quadri e ogni volta é un’emozione.
Roma é piena di chiese dove il Caravaggio si può vedere gratis e anche alla Galleria Borghese, ci sono dei quadri magnifici del Caravaggio, ma sono stata veramente felice di aver avuto modo di vedere questi quadri alla mostra della stazione termini. Valgono tutti gli euro del biglietto. Grazie
Mostra spettacolare ed interessante.
Sono però scandalizzata con gli organizzatori (come mandare loro una e-mail?)
Sono arrivata alla mostra con mia mamma 88 anni e disabile al 100%; nonostante fosse scritto che i disabili e gli accompagnatori avevano diritto all’ingresso gratuito, ho dovuto pagare due ingressi! Infatti, è inteso solo per i disabili non deambulanti, ma tale specifica non era segnalata da nessuna parte.
Ho trovato la questione poco seria.
Grazie per eventuale seguito.
Ciao Barbara,
concordo che sia un comportamento scandaloso quello degli organizzatori della mostra.
Questi sono i riferimenti dell’ufficio stampa della manifestazione a cui ti invito a scrivere:
ufficio stampa: NOVELLA MIRRI
Via Giambattista Vico, 20, 00196 Roma (Roma)
+39 0632652596 (info), +39 0636001003 (fax)
ufficiostampa@novellamirri.it
ufficio stampa: ROMARTIFICIO
Via G. A. Guattani, 8, 00161 Roma (Roma)
+39 0644252170 (info), +39 0644266672 (fax)
romartificio@romartificio.it, http://www.romartificio.it
Facci sapere gli sviluppi!
Marco