Leonor Felini sui tetti di Trieste
Leonor Fini. L'Italienne de Paris
Museo Revoltella, Trieste
.: quando:
dal 4 luglio al 4 ottobre 2009
“Oh cara Leonor / mio bel gufo incantato / dove ti posi / l’aria diventa oro”. Elsa Morante dedicò questi versi a una figura femminile di primo piano nell’arte e nel costume del Novecento, Leonor Fini, grande interprete del surrealismo europeo.
Leonor Fini nacque a Buenos Aires nel 1908. Divorziando, la madre italiana la portò piccina a Trieste, dove coltivò da subito un animo particolare. Ancora dodicenne ebbe l’impulso di passare ore nella sala d’esposizione dell’obitorio di Trieste, affascinata dai morti “sontuosamente vestiti”.
“Più tardi – è lei stessa a raccontarlo – smisi di osservare i morti, ma continuai sempre ad ammirare la perfezione degli scheletri”.
Nella cosmopolita Trieste, frequentò Joyce, Saba e Svevo, sempre insofferente delle convenzioni e affascinata dal nuovo.
Ma ciò che cercava era a Parigi dove arrivò nei primi anni ’30.
Lì divenne la “splendida diavolessa”, per Marx Ernst era “la Furia italiana di Parigi”.
Lei, Leonor Fini, bellissima, cosmopolita, gran sacerdotessa delle feste pagane di una Parigi ancora capitale culturale d’Europa, affascinava il mondo con la sua personalità e la sua pittura.
Erano opere di un simbolismo tutto suo, popolate di donne-gatto, sfingi, giochi di specchi e di doppi, femmine dominanti e maschi quasi asessuati.
Il bel mondo faceva la fila per un suo ritratto, per anni vendette molto più di Picasso.
Gli uomini erano dominati da una bellezza forte e inquietante, tramandata da uno dei più sensuali nudi di Henry Cartier Bresson, ma anche da una vitalità che sembrava non accettare limiti.
Trieste, sua città di infanzia, al Museo Revoltella, dal 4 luglio al 4 ottobre propone 150 opere dell’artista, nella mostra “Leonor Fini. L’Italienne de Paris”.





















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Bell’articolo!
Non conoscevo Leonor Fini e debbo ammettere che mi intrigherebbe molto conoscere di più della sua opera, dopo averne letto qui sopra ;-)
Silviotta